La storia di Arpad Weisz il mister ebreo deportato
GUASTALLA. Trecento giovani studenti insieme per conoscere la storia dell’allenatore ebreo morto ad Auschwitz. Per celebrare il giorno della Memoria, l’istituto Russell di Guastalla ha pensato a una narrazione a cavallo fra storia, sport e arte. Nella mattinata di lunedì, in tre incontri successivi, il disegnatore bolognese Matteo Matteucci ha presentato alle classi prime e seconde della scuola superiore guastallese il proprio volume “Arpad Weisz e il Littoriale”, un racconto grafico dedicato a una figura a lungo sconosciuta, tornata di attualità nello scorso decennio grazie a una serie di ricerche e pubblicazione. Arpad Weisz era un allenatore ungherese di origine ebraica arrivato in Italia negli anni ’20, prima come calciatore e poi come tecnico per l’Inter, il Novara e il Bologna. Nel 1938, dopo aver vinto due scudetti consecutivi con la formazione bolognese, è costretto ad abbandonare l’Italia assieme alla moglie e ai due figli piccoli: il 1938 è l’anno della vittoria ai Mondiali, ma pure delle leggi razziali, i provvedimenti anti-ebraici voluti dal fascismo. I Weisz fuggiranno in Francia e poi in Olanda, dove verranno catturati dai nazisti e deportati ad Auschwitz-Birkenau. Mamma e bimbi vengono uccisi subito, nel 1942, Arpad sopravvive sino al 1944. Matteucci ha parlato del percorso che ha portato alla realizzazione del video, presentando anche un filmato riassuntivo, in una lunga mattinata di riflessioni, a cui ha partecipato anche il vicesindaco Matteo Artoni. —
Adr.Ar.
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