Premiati i deportati reggiani con sette medaglie d’onore
A ritirare il riconoscimento nel palazzo della prefettura sono stati i figli e i nipoti Presenti a interpretare le loro storie gli studenti del Chierici con canti e disegni
Reggio emilia. Imparare dal passato per vivere il futuro. Celebrare le persone e la loro storia per non dimenticare chi siamo. Con questo spirito ieri mattina nella sala conferenze del Palazzo del Governo, sede della prefettura di Reggio Emilia, gli studenti del liceo artistico Chierici hanno vissuto una mattinata all’insegna del ricordo e della commozione, nell’ambito delle iniziative per la ricorrenza del Giorno della Memoria celebrata il 27 gennaio di ogni anno in ricordo delle vittime dell’Olocausto.
Nello specifico, l’occasione ha ospitato la premiazione, con sette medaglie d’onore riconosciute e inviate dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ad altrettanti cittadini della Provincia di Reggio Emilia deportati nei lager nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale.
«In prefettura fanno rivivere la memoria e la storia, per non dimenticare, per non odiare – hanno spiegato i ragazzi del liceo artistico – Storie di vita come quelle di Enzo Frambolli, 95enne di San Martino in Rio, testimonianza vivente di chi da detto no al fascismo e alla Repubblica di Salò quel lontano 8 settembre del 1943, diventando internato militare italiano deportato nei campi di concentramento». L’unico tra gli insigniti ancora in vita, proprio Frambolli, con un messaggio letto dal figlio Bruno ha voluto passare il testimone ai giovani lanciando un appello: «Non fatevi sopraffare, credete sempre nella giustizia. Mi auguro di poter esser stato d’esempio».
Le altre sei persone alle quali è andato il riconoscimento sono Ruggero Mario Borarso, Aldo Caldera, Idre Scazza, Amanzio Ferretti, Riccardo Valeriani e Nicola Zingariello. Rispettivamente le medaglie sono state ritirate dai figli Claudio Boraso, Giuliano Caldera, Pier Giorgio Ferretti, Bruno Frambolli, Lucilla Scazza, e i nipoti Alberto Zingariello e Beniamino Valeriani, quest’ultimo 91enne e a sua volta testimone di quegli anni.
A fare gli onori di casa il prefetto Maria Grazia Forte, che ha consegnato le medaglie assieme al vicepresidente della Provincia, Ilenia Malavasi, e alla presenza delle rappresentanze militari e civili, del dirigente del Chierici, Daniele Corzani, e di tanti familiari dei deportati. In rappresentanza delle comunità di provenienza degli insigniti erano presenti anche i sindaci Luca Vecchi di Reggio Emilia, Matteo Benassi di Boretto, Antonio Manari del Ventassoe Paolo Fuccio di San Martino in Rio. La cerimonia ha offerto l’opportunità non solo di volgersi al passato ma anche di guardare al futuro, rendendo protagonisti gli studenti che hanno interpretato le storie dei deportati reggiani animando l’evento con canti, musiche e disegni.
Gli studenti del Chierici hanno aperto la cerimonia con la “sonata XI” di Hendel per flauto e violoncello, cantato “Hallelujah” di Buckley, interpretato le storie degli insigniti e chiuso con la suonata di “Schindler list” per flauto e violoncello e “La vita è bella” di Nicola Piovani. A incorniciare il tutto sono poi stati proiettati i disegni inerenti alla Giornata della Memoria.
Ai giovani, infime si è rivolto il prefetto Forte: «Adesso tocca a voi raccogliere il testimone e preservare la memoria, mantenendo alti i valori di liberà, democrazia e diritti umani e facendo sì che qualsiasi rigurgito di neonazismo e negazionismo sia così sconfitto».—
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