Rubati soldi e slot al bar Il titolare: «In dodici anni diciotto furti e due rapine»
I ladri, in azione poco dopo le 2 di notte al Pit Stop, lasciano davanti al locale la cassa asportata poco prima in un altro negozio di Campegine
poviglio. Il bar Pit Stop, nei pressi dell’area di servizio in via Val d’Enza, la notte scorsa è stato l’ultimo esercizio caduto nel mirino di una banda di ladri che ha fatto razzìa in tre attività, tra la Val d’Enza e la Bassa reggiana.
Dal locale sono stati prelevati un cambiamonete e due slot, ma ieri pomeriggio la conta di quanto mancava era ancora in corso.
«Ho fatto in tempo solo a visionare velocemente le immagini del sistema di videosorveglianza, perché nel frattempo abbiamo comunque dovuto continuare a garantire il servizio – racconta il titolare Luca Incerti –. A pochi, purtroppo, interessa quanto c’è successo. Oggi ognuno pensa per sé...», conclude amareggiato dal bancone del suo bar.
Ed è ben comprensibile che lo sia, visto quello che racconta. «È il 18esimo furto in 12 anni di attività, e due rapine subìte – sbotta –. Abbiamo un sistema di allarme, telecamere, sensori e inferriate. Ogni possibile mezzo di dissuasione. Più di così non sappiamo proprio che fare! Ora non voglio metterla sulla politica, ma che non mi vengano a dire che qui funziona tutto bene, perché è evidente che non è così».
Che dietro al colpo al suo locale ci sia la stessa mano di chi ha compiuto il furto ai danni del bar Sport di Campegine lo dice il ritrovamento, nei cassonetti dei rifiuti accanto al Pit Stop, della cassa, ovviamente vuota, asportata dal locale della Val d’Enza solo mezz’ora prima dell’incursione a Poviglio. Ed è verosimile si tratti della stessa banda che ha fatto razzìa di abiti firmati al Griffes Emporio di Calerno di Sant’Ilario, poco dopo le 24 della stessa notte (vedi pagina Val d’Enza).
Sul furto a Poviglio ora stanno indagando i carabinieri della stazione locale, che hanno dalla loro anche l’acquisizione dei filmati di videosorveglianza.
Al Pit Stop i malviventi sono arrivati, alle 2.24 – come registrato dalle telecamere – a bordo di una grossa macchina di marca Citroen. Hanno forzato la saracinesca del bar e, probabilmente usando una mazzetta di ferro, hanno sfondato la vetrata principale per poi entrare nei locali.
Incuranti dell’allarme entrato in azione, in pochi minuti hanno messo a segno il colpo scegliendo il bottino più “comodo”, il cambiamonete e due slot, che hanno prelevato e portato via, per forzarli con tutta tranquillità in un posto più sicuro.
Di certo il colpo deve essere stato studiato nei minimi dettagli, come gli altri due, da una banda in “trasferta”, che poi ha trovato gioco facile nel dileguarsi, probabilmente imboccando l’autostrada al casello di Caprara di Campegine.
«Dalle immagini risulta che hanno fatto tutto in una decina di minuti – racconta Incerti –. Io purtroppo sono arrivato venti minuti dopo. Non abito qui vicino...». —
Miriam Figliuolo
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