«La pietra d’inciampo danneggiata? Oltraggio alla memoria collettiva»
GUASTALLA. Il sindaco Camilla Verona, a nome di tutta l’amministrazione comunale, esprime «ferma condanna nei confronti dei responsabili dell’atto vandalico a San Rocco dove la pietra d’inciampo in memoria di Aldo Munari, morto in un campo di sterminio, è stata danneggiata proprio in concomitanza con le celebrazioni della Giornata della Memoria».
E il primo cittadino aggiunge: «Si tratta di un’azione inqualificabile, un atto vile da parte di ignoti, oltre che un oltraggio alla Memoria collettiva».
«Questi atti – continua il sindaco – vanno condannati con fermezza e con uguale fermezza intendiamo continuare a vigilare e collaborare con le scuole per offrire ai nostri ragazzi la giusta conoscenza e l’educazione contro l’ignoranza, l’odio e l’oblio».
La pietra d’inciampo, opera dell’artista berlinese Gunter Demnig, fu posata nel 2018 da Istoreco, Comune di Guastalla, Anpi e studenti dell’istituto Russell in via Confine, nella campagna della frazione di San Rocco, nel luogo dove un tempo sorgeva il casolare agricolo in cui lavorava la famiglia Munari.
Fu lo stesso Demnig a sistemare il cubo di ottone nella carraia.
L’amministrazione guastallese ha già provveduto alla sua sostituzione, ordinando un nuovo manufatto all’artista tedesco, che realizza personalmente ogni pietra e impiegherà circa 2 mesi per consegnarla alla nostra città.
La nuova pietra verrà riposizionata entro il 25 aprile 2020, in occasione delle celebrazioni per la Festa della Liberazione. «Un simile gesto – ha concluso la Verona – ha calpestato e ferito il sacrificio di Munari e la nostra stessa storia di resistenza». —
M.P.
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