Roberta Mori «Nessuna ricerca di un posto»
REGGIO EMILIA. «Io il mio posto ce l’ho. Sono la prima dei non eletti. Ho una professione. Sarebbe stato ugualmente indelicato sostenere che sia Manghi a cercare un posto, anche se non era in lista». Così Roberta Mori, consigliera regionale uscente, presidente della Commissione per la parità e per i diritti delle persone, prima delle non elette Pd, interviene sulle indiscrezioni della Gazzetta sui possibili scenari post elettorali, fra probabili ingressi in giunta di Mammi o Manghi, con l’eventuale liberazione di un seggio in consiglio.
«Ho sempre cercato di impegnarmi con dedizione e passione nei ruoli istituzionali che il partito e i cittadini mi hanno permesso di ricoprire, mettendo le mie competenze a servizio delle battaglie giuste per migliorare le condizioni di vita delle persone – afferma Mori – Battaglie scomode perché occuparsi di donne, discriminazioni e minoranze spesso non paga, ma appaga grandemente, sono strategiche per lo sviluppo e necessarie per fermare l’onda nera dell’odio».
Mori ricorda di essere «avvocata iscritta all’ordine forense di Reggio con un forte orgoglio di appartenenza a questa professione così importante per la tenuta dello Stato di diritto e non valorizzata come dovrebbe essere». Poi aggiunge: «Ho accettato di ricandidarmi perché il Pd ha ritenuto che la partita fosse così complicata da dover mettere in campo le risorse più utili alla vittoria. E così è stato. Insieme a colleghi e colleghe della lista Pd mi sono buttata con entusiasmo in una campagna difficile ma bellissima, con tante preferenze personali, che non sono state sufficienti, ma sono la misura di migliaia di persone che hanno voluto trasmettermi il loro sostegno e che mi collocano tra i primi venti nomi che hanno ottenuto più preferenze in tutte le liste, superiori a tante di coloro che sono entrati». Una campagna «fatta al freddo dei mercati per immergersi nell’umanità che li attraversa, davanti alla mensa della Landini di Fabbrico per raccogliere le preoccupazioni dei lavoratori, incontrando imprenditori sfiduciati dalla burocrazia, in un corpo a corpo elettorale che alla rabbia e alle paure agitate dalla destra rispondeva con proposte, credibilità, rassicurazione di un impegno concreto. Ho contribuito personalmente e coi miei limitati mezzi all’importantissimo apporto del Pd di Reggio alla straordinaria vittoria di Bonaccini». Mori si dice «contenta che per la prima volta il numero di donne dem elette sia superiore a quello degli uomini, anche grazie alla legge per la parità di cui sono stata relatrice e che ha introdotto la doppia preferenza di genere. Quindi nulla da recriminare, anzi. Grande soddisfazione». —
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