«Servono misure più stringenti sui mercati cinesi di animali vivi»
Parla Alberto Bradanini, per tre anni ambasciatore italiano a Pechino «Il governo locale sta affrontando l’emergenza in mondo tempestivo»
L’intervento
Il governo cinese «sta facendo il suo mestiere. Se verrà confermato che il coronavirus è partito da una gestione non igienica di un mercato di animali spero che l’accaduto serva per far adottare misure più stringenti su questa usanza, già regolamentata rispetto al passato». Alberto Bradanini, ex ambasciatore italiano a Pechino dal 2013 al 2015, è presidente del Cscc (Centro studi sulla Cina contemporanea) con sede in via Vicedomini, a Reggio Emilia.
Ha ricoperto l’incarico di ambasciatore anche in Iran, ma «in Cina ho vissuto per una decina d’anni, in tre tornate, dal 1991 a pochi anni fa. È la mia passione, ho scritto anche un libro su questo Paese con una estensione territoriale enorme, pari a trenta volte l’Italia. Sul contagio ho sentito ieri degli amici: vivono a Pechino, che è molto distante dal focolaio di Wuhan, e quindi non sono preoccupati». Tra i ricordi personali di Bradanini c’è proprio quello di un mercato di animali: «È una tradizione radicata, è consuetudine cinese mangiare di tutto. Non solo gli animali a quattro zampe ma anche i serpenti. Non hanno i nostri tabù. Negli anni ’90 mi impressionò il mio primo mercato all’aria aperta a Canton: era spaventoso, i venditori inseguivano e catturavano per strada i serpenti che scappavano, si potevano trovare dagli animali vivi a quelli scuoiati o pronti per essere cucinati. Scene sempre più rare nelle grandi città, mentre nei villaggi si continua così».
L’ex ambasciatore pone poi l’accento su un altro risvolto: «Da sottolineare che tutto ciò che riguarda la Cina ha sempre un risvolto politico, oltre che economico. Si tratta dello sfidante degli Usa nel mondo: è chiaro che se la Cina rallenta il pil di qualche punto gli americani se ne avvantaggiano. Le considerazioni che circolano in Occidente derivano sempre da interessi politici».
Secondo Bradanini «Il governo sta affrontando l’emergenza in mondo tempestivo, chiedendo anche la collaborazione internazionale. Certo le esigenze della popolazione sono sempre superiori alla capacità di reazione di fronte a un evento collettivo, ma le critiche sono simili a quelle che si leggerebbero qui in caso di terremoto. Piuttosto è grave che non sia stata determinata la modalità di contagio». —
Ambra Prati
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