«Si sapeva che quell’incarico sarebbe andato a Magnani»
L’architetto è stato nominato dirigente dell’Area programmazione del Comune La protesta della Soragni (M5s): «Quel bando è stato fatto su misura per lui»
«È una storia di ordinaria straordinarietà in atto da anni al Comune di Reggio», commenta il consigliere comunale del M5s, Paola Soragni, all’indomani della riconferma dell’architetto Massimo Magnani a dirigente comunale e coordinatore dell’Area programmazione territoriale e progetti speciali del Comune capoluogo.
Un incarico che ricopre, anche se con mansioni diverse, da circa 15 anni. «Ed è solo la prima di una serie di nomine – rilancia Soragni – senza però lo svolgimento di un concorso pubblico, come è previsto dalla legge, e che vedrà a breve interessati altri cinque dirigenti comunali». L’esponente del M5s aveva già provocatoriamente scommesso di conoscere i nomi selezionati il 2 gennaio scorso (inserendo in una busta poi sigillata i nomi di tre futuri dirigenti, tra cui quello di Massimo Magnani) e poi facendo altrettanto in una delle ultime sedute in Sala Tricolore, nella convinzione che gli attuali dirigenti sarebbero stati in gran parte riconfermati.
«Senza far ricorso a un concorso pubblico come richiede la normativa in vigore, salvo casi straordinari che debbono essere motivati», rincara, rilanciando anche la sua volontà di presentare ricorso alla Corte dei Conti e all’Anac.
«La prossima nomina – sottolinea la Sognani – sarà quella del dirigente all’Area cultura, Giordano Gasparini, che ha sostenuto il colloquio nei giorni scorsi». Anche in questo caso, secondo la consigliera, si sarebbe di fronte a una violazione delle norme del Testo unico che regola l’assunzione e l’assegnazione degli incarichi negli enti pubblici.
Ma torniamo alla nomina di Magnani, ufficializzata martedì con la determina del direttore generale del Comune, Maurizio Battini, e che secondo la Soragni è stata fatta sulla base di un bando «su misura, in particolare quando si prevede la valutazione del percorso professionale e delle esperienze di lavoro attinenti alla posizione richiesta prestate negli ultimi 15 anni. Quando invece la norma prevede che si parli degli ultimi 5 anni».
Sotto accusa anche il sistema dei punteggi: 93.30/100 quello ottenuto da Magnani, di cui 29.3 per la valutazione del curriculum professionale e 64/70 nel colloquio attitudinale. Un punteggio che lo ha visto staccare di gran lunga gli altri quattro candidati, reggiani e non, con nessuno di loro che ha superato il minimo previsto di 49/70 nel colloquio attitudinale. «Una ulteriore conferma alla mia denuncia – conclude la Soragni – è venuta dalla risposta del sindaco alla mia interpellanza. L’ho visto imbarazzato a sostenere che altre nomine avverranno per concorso e che la relazione del ministero delle Finanze non è una legge. È vero, ma il Testo unico per le nomine negli enti pubblici lo è. Penso che Vecchi dovesse fare di più per uscire da questa situazione: vengono nominati dirigenti che tutt’ora sono sotto inchiesta, nonostante i rilievi del Ministero». —
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