Come si radica la ’ndrangheta Sala gremita per il dibattito
SAN POLO. Martedì sera a Pontenovo, nella sala del circolo Arci Indiosmundo, si è svolta la serata dedicata al libro dal titolo “Mille giorni di Aemilia e il radicamento del clan sul nostro territorio”. Una sala colma, dove non sono mancate le domande, ha accolto l’autore del libro, Tiziano Soresina, giornalista della Gazzetta di Reggio, che assieme al giornalista della Dire Mattia Caiulo hanno illustrato la penetrazione del territorio da parte della criminalità organizzata, sfociata nel maxi-processo Aemilia.
Soresina ha spiegato come è nata l’idea di scrivere un volume sul maxiprocesso e come, strada facendo, sono aumentate le vicende inedite che hanno ricostruito quarant’anni di radicamento del clan di ‘ndrangheta d’origine cutrese, prima dominato dai Dragone e poi dai Grande Aracri. Non sono mancate le domande da parte del pubblico, che ha messo in evidenza il ritardo della politica reggiana sull’allarme mafia, ma anche la fatica degli investigatori ad inquadrare in modo efficace il cupo fenomeno, la corruzione che è penetrata nel tessuto economico reggiano.
È stato chiesto esplicitamente all’autore come capire se si è di fronte ad una vicenda in odore di mafia. Da qui, una serie di esempi tratti dall’esperienza giornalistica, da quanto emerso nel maxiprocesso e dall’agire degli investigatori. Soresina ha parlato del mondo del lavoro calpestato, della violenza con cui gli ‘ndranghetisti si fanno largo, del ruolo-chiave dei pentiti ritenuti credibili, delle oscure vicende che continuano a martoriare il territorio reggiano fra auto a fuoco, esplosioni, arsenali sequestrati, colpi di pistola nella notte e tutto ciò fra presumere che il clan si stia riorganizzando dopo la batosta dell’operazione Aemilia, con il sospetto, secondo l’Antimafia, che sia in atto un’alleanza con la camorra. Mario Paolo Guidetti, consigliere regionale dell’Ordine dei giornalisti, in un intervento molto sentito ha elogiato i giornalisti con la schiena dritta che scrivono di mafia, chiedendo sostegno per Nicola Gratteri, procuratore capo di Catanzaro pesantemente nel mirino della criminalità organizzata calabrese, dopo l’ultima maxiretata. I partecipanti hanno poi simbolicamente firmato lo striscione a sostegno di Gratteri affisso in sala. La serata si è conclusa con un grande applauso. —
Da. Al.
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