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Diventa italiano l’atleta azzurro reggiano che dovette rinunciare ai Mondiali

Rebecca Poluzzi
Diventa italiano l’atleta azzurro reggiano che dovette rinunciare ai Mondiali

Festa in Sala del Tricolore per la cerimonia di cittadinanza a Ghassan Ezzarraa: «Dopo una lunga attesa, finalmente si realizza un sogno. Emozioni indescrivibili»

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REGGIO EMILIA. Un’altra bella pagina di integrazione e uguaglianza si è scritta ieri mattina in Sala del Tricolore, quando Ghassan Ezzarraa, insieme ad altre undici persone, ha ricevuto la cittadinanza italiana.

Il coronamento di una lunga attesa fatta di difficoltà e ostacoli, che pone fine a una travagliata storia, in passato raccontata anche dalle testate nazionali. Infatti, Ghassan è un 23enne di origini marocchine, emigrato in Italia a soli quattro anni, accolto e cresciuto a Fogliano con la sua famiglia, noto per essere stato una giovane promessa dell’atletica che nel 2013 ha dovuto rinunciare a rappresentare l’Italia ai campionati mondiali perché privo della cittadinanza che aspettava da anni. Da due giorni però, Ghassan è ufficialmente italiano, un sogno che lui stesso fatica a credere sia diventato realtà, come racconta.

Finalmente il giorno tanto atteso è arrivato, come si sente?

«È stata un’emozione incredibile. Non ci sono parole appropriate per descrivere quello che ho provato e come mi sento. La sala piena di familiari, amici, colleghi, poi le parole del sindaco e il giuramento... Ancora devo realizzare il tutto».

Forse, queste emozioni sono anche frutto del lungo percorso che ha dovuto affrontare prima di ottenere la cittadinanza.

«Sicuramente non è stato facile. La prima richiesta risale al 2008, diventato maggiorenne ho dovuto farne una seconda nel 2015. Ci speravo con tutto me stesso, poi il cambio di legge e la delusione. Temevamo un’ulteriore prolungamento e invece, ci siamo arrivati in fondo».

Ghassan tira anche un respiro di sollievo, ora sa che l’Italia è ufficialmente casa sua, però non può farne a meno, le parole portano impresse la sua storia.

Ora che ha ottenuto la cittadinanza come crede possa cambiare la sua vita?

«La mia quotidianità rimarrà la stessa di prima, sono cresciuto a Fogliano e mi sono sempre comportato da cittadino italiano. L’unico tassello che posso aggiungere è volgere uno sguardo alla politica, magari candidarmi e combattere la legge che mi ha fatto tanto penare, e che mio malgrado, continua ad essere dramma di numerose altre persone».

Al termine della cerimonia, in Piazza Prampolini c’è stata anche una piccola sorpresa, vero?

«Sì, i ragazzi della cooperativa educativa Giro del Cielo per cui lavoro hanno riportato in esibizione un percorso di formazione sull’integrazione. Siamo stati circondati da un cerchio di tricolori sventolanti accompagnati dalla musica. È stato molto bello».

Avrà pensato a questo giorno milioni di volte, cosa crede che le rimarrà più impresso?

«Ho aspettato con ansia di ottenere la cittadinanza, aver raggiunto questo traguardo circondato dalla persone che amo e ammiro è impagabile. Per di più nella Sala del Tricolore, dove la nostra bandiera è nata. Ma non è stata solo una cerimonia, bensì una festa, dove ho compreso quanto Reggio Emilia mi abbia trasmesso e regalato in questi anni. Una casa e una comunità in cui crescere, responsabilizzarmi ed essere me stesso senza alcuna paura».

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