«Mai segnalazioni al Comune sulle condizioni della cascina»
La giunta interviene dopo la morte della 21enne per le esalazioni da monossido «Diversamente, avremmo fatto controlli per accertare le condizioni»
cadelbosco sopra. «La segnalazione è stata fatta nei giorni precedenti alla tragedia alle sole forze dell’ordine, in particolare ai carabinieri di Cadelbosco di Sopra, che ne hanno accertato le condizioni di sicurezza e ordine pubblico. Al Comune e agli uffici tecnici non sono mai arrivate segnalazioni che avrebbero diversamente potuto avviare i controlli necessari al fine di accertare per tempo le condizioni igienico- sanitarie».
Così la giunta di Cadelbosco Sopra interviene dopo la tragedia di via Gabella dove una ragazza di 21 anni, Khadija Abid, è morta per le esalazioni da monossido per un braciere acceso mentre dormiva accanto al fidanzato, anche lui rimasto intossicato. I vicini di casa della cascina, alla Gazzetta hanno raccontato delle precarie condizioni di quella cascina, dove un continuo via via e condizioni di vita al limite preoccupavano molto l’intero vicinato.
«A questa situazione si è inoltre combinata la condizione di non residenza dei ragazzi i quali alloggiavano in un abitazione privata senza regolare contratto d’affitto – va avanti la nota del Comune –. I tecnici in queste ore stanno completando gli accertamenti sulle condizioni della struttura. La fatale tragedia che ha coinvolto la ragazza deceduta, ha rattristato tutta la comunità soprattutto perché si è consumata nella miseria e nella inconsapevolezza che l’utilizzo di braceri può essere silenziosamente fatale». «Ci uniamo al cordoglio della famiglia di una ragazza che a soli 21 anni ha perduto la sua preziosa vita» conclude la nota arrivata dal municipio.
La scoperta della morte della 21enne risale a martedì mattina, quando il fidanzato seppure in precarie condizioni era riuscito a lanciare l’allarme dall’alloggio all’ultimo piano della casa di campagna. L’arrivo dei soccorritori, però, non aveva potuto nulla, se non constatare la morte per intossicazione da monossido della giovane di nazionalità marocchina. Secondo le testimonianze, la giovane sarebbe stata in quella casa da appena un giorno quando si è consumata la tragedia.
Se sulla morte non ci sono dubbi, le perplessità restano per le condizioni di vita in quella casa di campagna. I vicini di casa non hanno timore di raccontare che da tempo erano preoccupati per ciò che vedevano. «L’attuale proprietario l’ha acquistata un anno fa – ha raccontato una signora della zona – e da allora ci mette chi vuole, non so se in modo regolare, e in una situazione secondo me pericolosa. Prima di Natale erano venuti i carabinieri e avevamo sperato in un miglioramento. Invece il via vai è proseguito anche di notte, con falò accesi davanti a casa e, da una decina di giorni, la situazione è peggiorata fino a precipitare nel fine settimana». Poi, la tragedia con la morte di una ragazza di appena 21 anni. —
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