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Vero talent scout che ha “salvato” decine di giovani

L. G.
Vero talent scout che ha “salvato” decine di giovani

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reggio emilia. «Mecco s’io fât domenica?». «Tès valà, otantenov minut iòm zuchée in tlà sò area e lor ian fât un sòl tir in porta». «Bein alora Mecco a’s pol saveir s’iv fât?». «Iòm pers quatr a sero».

Un siparietto, un episodio fra i tanti che sono stati raccontati ieri da centinaia di reggiani alla notizia del matrimonio del Mecco e che inquadra il carattere di quell’uomo che per generazioni, fra durezza e passione, ha cresciuto sui campi di calcio intere generazioni. Non un lavoro il suo ma una vera e propria missione: quella di “salvare” i ragazzi. E non è un caso se è proprio questo l’unico merito che si è riconosciuto ieri in Comune, il giorno del suo matrimonio: «Allenando i settori giovanili sono riuscito a tirar fuori tanti ragazzi da situazioni di disagio e dalla droga. E, ogni tanto, ho fatto emergere anche qualche giocatore».

Una modestia che non fotografa la reale bravura del Mecco come allenatore. Lui, per la Reggio del pallone, è un’autentica istituzione. Domenico Mussini, nato l’11 febbraio 1938, insieme al fratello Guido, a soli 13 anni, ha fondato l’Astrogas Strad’Alta con campo di gioco alle ex Reggiane, in via Agosti. Nel 1954 l’Astrogas si trasforma nella Polisportiva Risorgimento dove il Mecco rimarrà fino al 1969, sfornando atleti del calibro del portiere Benevelli (che ha militato nel Parma, Foggia, Atalanta e Fiorentina), degli stopper Canovi (Mantova e Carpi) e Sesena (Lazio, delle punte Ghidoni e Armando Borghi (Torino) e molti altri.

Non va dimenticata la collaborazione in quegli anni con la Reggina di Maestrelli dove arrivarono Pinetti, Scaltriti e Cigarini. Per dissapori interni nel ’69 abbandona il Risorgimento e fondala Rosta Nuova, da dove sono uscite le punte Bertoni (Reggiana, Lazio, Pisa e Avellino), Annigoni (Reggiana e Carpi), il portiere Fontana (Reggiana e Torino), il centrocampista Campani (Modena e poi batterista dei Nomadi).

Nel giugno del ’98, dopo trent’anni, il Mecco lascia la Rosta Nuova e passa al settore giovanile della Reggiana come osservatore. È stato premiato con la stella al merito sportivo dal Coni provinciale e poi nel ’94 a Roma con la stella d’oro, per il suo operato in favore dei giovani. —

L. G.

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