«Ad Auschwitz furono uccisi anche 500mila rom e sinti»
Il reggiano Vladimiro Torre referente della comunità «Tutti i giovani dovrebbero conoscere la terribile verità dei crimini nazisti»
REGGIO EMILIA. «In occasione del Giorno della memoria vorrei spendere un pensiero per ciò che spesso viene dimenticato o per quello che non viene scritto nei libri di storia. Fra centinaia di migliaia di vittime dei campi di concentramento, fra ebrei e persone innocenti, venivano massacrati e torturati anche più di 500mila sinti e rom italiani e provenienti da altre parti d’Europa».
È il commosso ricordo di Vladimiro Torre, presidente dell’associazione Thèm Romanò e rappresentante delle comunità rom e sinti di Reggio e dell’Emilia-Romagna, in occasione delle celebrazioni che ci sono state per la Giornata della Memoria, lo scorso 27 gennaio.
«In occasione di questo giorno così importante, che ci insegna a non commettere più gli stessi errori, a non puntare il dito sul più debole e a non emarginare chi ci viene etichettato “diverso” per ragioni di cultura e di provenienza, io voglio dire che quel giorno di 75 anni fa, il mio popolo ha combattuto per la libertà di esistere», aggiunge Torre.
Il referente della comunità ricorda anche la visita che fece ad Auschwitz, dove toccò con mano le atrocità e crimini contro l’umanità commessi per mano dei nazisti: «Tredici anni fa - ricorda il referente della comunità sinti – ho avuto l’occasione di recarmi in Polonia presso il campo di concentramento di Auschwitz per conoscere la terribile verità di ciò che li accadeva e ad oggi posso consigliare a tutti i giovani di farsi una cultura e di visitare il luogo dove chi prima di noi a combattuto per i pari diritti». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google