Davanti alla loro casa il ricordo di Ella e Chaim vittime del nazifascismo
Ieri mattina la conclusione della prima parte di un progetto portato avanti con Istoreco dai ragazzi delle scuole medie che ha recuperato la loro storia
QUATTRO CASTELLA. Una nuova vita, piena della «dignità della memoria» ritrovata, per Ella e Chaim.
Ieri mattina nel centro di Quattro Castella si è conclusa la prima parte del progetto pensato per ricostruire la storia di “Etla e Chaim”, due ebrei polacchi che dal 1941 al 1943 vissero in via dei Mille, una stradina nel centro dell’abitato, in regime di internamento libero.
La storia
Cywiak Mossek Chaim, commerciante nato a Varsavia nel 1889, ed Ella Feldmann (all’epoca chiamata Etla), casalinga classe 1910 di Nowy Korczyn, scappavano da loro Paese già conquistato dai nazisti.
Arrivarono in Italia dopo aver dovuto abbandonare anche il Belgio; qui, al seguito delle leggi razziali fasciste, vennero mandati in questa sorta di confino obbligato.
Restarono nel paese reggiano sino al novembre 1943, quando vennero catturati e deportati verso Auschwitz-Birkenau. Di loro, non si è più saputo nulla. La memoria del loro passaggio castellese si è confermata, seppur in maniera flebile, e negli ultimi anni l’amministrazione comunale di Quattro Castella si è impegnata per far luce sulla vicenda.
Il progetto
Il risultato è un progetto curato con l’istituto storico Istoreco e con le scuole del paese, in particolare le quinte elementari e le terze medie.
Ieri, si è vissuta la prima tappa, con il ritrovo in via dei Mille, di fronte alla vecchia abitazione della coppia, per ascoltare gli esiti delle ricerche condotte dagli studenti assieme a Chiara Torcianti di Istoreco.
Al termine, sono stati scoperti il cartello e la targa con le indicazioni precise sulla casa. La giornata si è conclusa alla scuola media “Balletti” in via Pascoli, dove i ragazzi hanno presentato pensieri e riflessioni figlie di questi mesi immersi nel passato locale, davanti ad abitanti e autorità, fra cui delegati della Prefettura e della Guardia di finanza e la parlamentare reggiana Antonella Incerti.
E ora? Il lavoro non è finito, sottolinea l’assessore alla Cultura Danilo Morini. «Le ricerche non sono terminate, noi sappiamo che vennero catturati nel novembre 1943 e poi mandati verso il campo di Auschwitz. Ma non ci sono documenti precisi su cosa è avvenuto dopo. Io avevo parlato di ridare loro la “dignità della memoria”, e vogliamo continuare in questo senso. Fra l’altro, ho visto che alcuni ragazzi delle medie hanno usato le stesse parole, nei loro lavori, e mi fa piacere», racconta.
«Siamo molto contenti del lavoro fatto sin’ora, e personalmente ho apprezzato molto l’approccio seguito. I ragazzi hanno usato un metodo preciso per la ricerca delle fonti, per andare a vedere, per valutare anche quanto racconti l’assenza di una fonte, a volte», aggiunge.
«Io insegno all’università e mi confronto quotidianamente con i problemi causati dall’assenza di un metodo di lavoro, i nostri ragazzi in questo senso sono stati davvero bravi a operare, assieme ai ricercatori di Istoreco. Ed è importante che sia così, c’è bisogno di giovani che si interessino alla storia», conclude l’assessore. —
Adriano Arati
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