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Ex Kis, il caso striscioni Bellaria: «L’opposizione deve conoscere gli atti»

Ex Kis, il caso striscioni Bellaria: «L’opposizione deve conoscere gli atti»

Il sindaco difende il nuovo regolamento che prevede la richiesta di autorizzazione per esporre i lenzuoli. Attacco anche a Delmonte (Lega)

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CADELBOSCO SOPRA. Oltre alla battaglia per non fare aprire l’impianto ceramico di Zurco, nell’area ex Kis, a Cadelbosco Sopra si combatte ora la guerra degli striscioni. A far arrabbiare è il nuovo regolamento di polizia locale, appena approvato, che prevede che serva l’autorizzazione per gli striscioni. E il paese ne è sempre più pieno.

Da parte del sindaco, Luigi Bellaria, arriva una puntualizzazione circa l’approvazione del regolamento, avvenuto il 28 dicembre scorso nel consiglio dell’Unione Terra di Mezzo «con 8 voti favorevoli, zero contrari e un astentuto». Che è il consigliere William Punghellini di Bagnolo. «Presenti i consiglieri in carica Paterlini Franca, Monica Francesco, Spaggiari Roberta, Artioli Marco, Belpoliti Pierpaola, Maddaluni Sara, Poli Giovanni, Galli Daniele, Piccinini Marco, Punghellini William e, quali componenti della Giunta dell’Unione, Paoli Gianluca, Bellaria Luigi» chiarisce lo stesso Bellari. Bellaria evidenzia che tale regolamento «disciplina, in conformità ai principi generali dell’ordinamento giuridico, comportamenti ed attività influenti sulla vita della comunità cittadina al fine di salvaguardare la convivenza civile, la sicurezza dei cittadini, la più ampia fruibilità dei beni comuni, di tutelare la qualità della vita» e che sarebbe «uno snellimento dello strumento normativo, rendendolo più leggibile ed immediato, consentendone una più facile applicazione, anche attraverso la modifica o l’introduzione di nuove fattispecie che consentano una più ampia disciplina delle regole di vivibilità urbana nei centri abitati e non».

Poi, però, entra nel merito e se la prende con il presidente del Comitato Aria Pulita, Claudio Giacca, il capogruppo d’opposizione Marino Zani e l’ex consigliere d’opposizione, Paolo “Oracolo” Brunazzi”. Citando gli articoli del regolamento che prevedono come gli striscioni non pubblicitari, ora siano soggetti «a comunicazione scritta da presentarsi al Settore dell’Unione o del Comune competente almeno 10 giorni prima», elencando prescrizioni e regole, nonchè le sanzioni amministrative in caso di violazioni.

«Confermiamo che il comandante della polizia municipale non si è recato a casa di nessuno. Il personale della polizia locale, in via preventiva, ha incontrato il presidente del comitato invitando a rispettare il regolamento di polizia urbana valido dal 1° gennaio, facendo riferimento al Codice della strada. Il personale della polizia municipale non ha minacciato di alcuna sanzione, ma ha fatto presente che, da normativa, per poter applicare uno striscione bisogna dare comunicazione scritta» chiarisce. Invita anche Brunazzi e un’attivista a prendere visione del nuovo regolamento, ma poi si rivolge a Zani. «Non è però assolutamente tollerabile e accettabile che un consigliere comunale capogruppo in minoranza non sia a conoscenza degli atti dell’Unione. L’essere consiglieri comunale prevede anche un diritto di accesso ai documenti e ai dati della pubblica amministrazione che presenta una sua specificità rispetto a quella della generalità dei cittadini. Il consigliere comunale non è soggetto a limiti particolari nell’esercizio di tale amplissimo diritto d’accesso e può riguardare, in via generale, tutti gli atti di competenza del comune. Zani può quindi procedere, come prevede la normativa, e non utilizzare la stampa e le pagine social per fomentare malessere in modo incauto, dimostrando scarsa conoscenza del ruolo istituzionale che ricopre. Scarsa conoscenza della materia, con relativo e pericoloso uso improprio della comunicazione, anche da parte del neo eletto in consiglio regionale per la Lega, Gabriele Delmonte. Ha ottenuto la rielezione all’assemblea regionale, consigliamo di rispettare gli elettori e di non fomentare rabbia e indignazione laddove viene, democraticamente, richiesto il rispetto dei regolamenti» conclude il sindaco. —

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