Il Crinale agli Stati generali della montagna a Roma «C’è nuova attenzione»
Enrico Bini ha rappresentato l’Appennino reggiano. «Ci sono segnali davvero consistenti: tema centrale nella politica nazionale»
Castelnovo Monti. Nei giorni scorsi, l’Appennino Reggiano è stato protagonista a Roma, agli stati generali della montagna, iniziativa promossa dal ministero degli Affari Regionali e delle Autonomie, e al quale ha preso parte il ministro Francesco Boccia.
Il territorio della montagna reggiana è stato rappresentato dal sindaco di Castelnovo Monti e presidente dell’Unione Appennino, Enrico Bini. «È stato un incontro sicuramente importante – ha spiegato – in cui il ministro ha confermato l’impegno del governo per aumentare la dotazione del fondo nazionale integrativo per la montagna, e che sarà attribuita una grande attenzione al programma nazionale per le Aree interne anche nel dialogo con l’Europa sulla programmazione 2021 – 2027. Inoltre si è parlato di riduzione della burocrazia – ha aggiunto – per far sì che i fondi dedicati alle aree montane possano arrivare in modo più rapido e accessibile. Ci sono segnali davvero consistenti di una nuova attenzione da parte del governo ai territori montani, che non avevamo visto nel recente passato: oggi il tema è centrale nella politica nazionale, dobbiamo essere capaci di cogliere gli spazi di lavoro che la situazione attuale ci offre e andare avanti con le attività e azioni per dare nuove prospettive all’Appennino».
Per Marco Bussone, presidente nazionale Uncem (Unione nazionale comuni comunità enti montani) «gli stati generali della montagna sono stati particolarmente significativi anche per l’approvazione, all’unanimità e a camere unite, delle mozioni sulla montagna per definire politiche di sviluppo e servizi sui territori che accorcino distanze e permettano di frenare lo spopolamento e l’abbandono. Lo chiede ormai tutta Italia, e non solo la montagna».
Uncem ha presentato alcune richieste anche sulla digitalizzazione e l’infrastrutturazione digitale dei territori.
Nel corso dell’incontro è stata anche illustrata una relazione da parte di Giampiero Lupatelli del Caire, che ha collaborato alla stesura della strategia d’area dell'Appennino reggiano. «Le montagne – ha detto – rappresentano fattori rilevanti: quello della sostenibilità ambientale e della fragilità sociale. Di fronte al fenomeno dello spopolamento di questi territori registriamo importanti segnali di risposta resiliente e anche di protagonismo innovativo della società e dell’economia delle montagne italiane. Una risposta che può forse interrompere una lunga stagione di declino». «Riguardo al capitale naturale e ai servizi ecosistemici che questo contesto produce – ha concluso – ritengo siano da far emergere, nella consapevolezza sociale e da valorizzare nell'apprezzamento dei mercati, il patrimonio culturale, le nuove politiche e le produzioni tipiche di queste aree». —
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