Gazzetta di Reggio

Reggio

l’inchiesta shock in val d’enza 

«Il sistema-Bibbiano non esiste, hanno pesato le polemiche politiche»

«Il sistema-Bibbiano non esiste, hanno pesato le polemiche politiche»

Il pg De Francisci striglia pure la stampa: «Poco misurata» Il presidente Aponte difende il Tribunale per i minorenni

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. I casi relativi ai presunti affidi illeciti in Val D’Enza, nel Reggiano, «sono circoscritti territorialmente, peraltro tutti ancora al centro di un procedimento penale giunto alla fine delle indagini e quindi pronto per la verifica dibattimentale. Tutto ciò però ha diffuso l’idea che esista un generalizzato “sistema Bibbiano” , complice una informazione giornalistica non sempre misurata e a volte pressappochista. La polemica politica poi ci ha messo del suo, ma su questo meglio tacere». Così il procuratore generale di Bologna, Ignazio De Francisci, ieri all’inaugurazione dell’anno giudiziario. Per De Francisci l’indagine reggiana «ha avuto forti ripercussioni» sull’attività giudiziaria civile minorile del distretto e ciò ha imposto «un doveroso controllo sui casi interessati, otto. Due sono stati definiti con decreto del Tribunale, non impugnato dai genitori, in cinque casi si sono avuti collocamenti extra familiari».

Ha poi spiegato che la Procura minorile ha fatto una attenta valutazione «in merito agli effetti sulle decisioni giudiziarie delle ipotizzate azioni delittuose». Ebbene l’esito di queste valutazioni «autorizza a ritenere – ha aggiunto – che l’esercizio dell’attività giudiziaria non ha subìto compromissioni di rilievo derivanti dalle condotte oggetto di indagine penale». Dell’inchiesta affidi ha parlato anche il presidente vicario della Corte d’Appello di Bologna, Roberto Aponte, sottolineando come il messaggio «volto a svilire l’istituzione tribunale per i minorenni, descritto come uno strumento cieco di coloro che vogliono togliere i figli ai genitori, va combattuto». Perché «l’unico scopo perseguito» dal tribunale stesso «è quello di salvaguardare i minori, se è assolutamente necessario, anche nei confronti della famiglia naturale, ipotesi purtroppo non infrequente». Commentando l’inchiesta “Angeli e Demoni” , Aponte non entra nel merito delle eventuali responsabilità, che «sono ancora in fase di accertamento», ma tiene a difendere l’operato del tribunale dei minori che deve prendere «decisioni drammatiche, veri e propri atti di riduzione del danno». Peraltro – ricorda – il tribunale minorile di Bologna è «tra i primi in Italia per carichi di lavoro e produttività», e sulla vicenda in questione si è immediatamente attivato per fare gli accertamenti del caso. Dunque se «è sicuramente necessario rafforzare i servizi di sostegno alla genitorialità e investire nella formazione e supervisione di chi opera nel campo delle fragilità familiari», è anche necessario «non adagiarsi nell’idea che la famiglia naturale sia sempre e comunque il luogo più sicuro e migliore in cui crescere. Non sempre, purtroppo, è così». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google