Riflettori su Paolo Bellini «Imminente la chiusura dell’inchiesta mandanti»
REGGIO EMILIA. «Attualmente con grande attenzione, impegno e fiducia stanno proseguendo le indagini della Procura generale su mandanti e correi dell'attentato che fece 85 vittime e 200 feriti e posso dire che è imminente la chiusura di una prima parte delle indagini riguardanti alcuni indagati». Lo ha detto il procuratore generale Ignazio De Francisci, durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario bolognese, riferendosi alle indagini sulla Strage della stazione di Bologna del 2 agosto 1980.
Il procuratore generale ha ricordato anche la condanna all’ergastolo, per concorso nella strage, pronunciata il 9 gennaio dalla Corte d'Assise di Bologna nei confronti dell'ex Nar Gilberto Cavallini. I magistrati hanno avocato l’inchiesta sui mandanti nell’ottobre del 2017, dopo che la Procura ordinaria aveva chiesto l’archiviazione del fascicolo. In questi anni hanno lavorato nel più stretto riserbo, per evitare fughe di notizie.
Tra gli indagati, per aver concorso alla strage, c’è l'ex primula nera di Avanguardia Nazionale Paolo Bellini, per il quale il gip Francesca Zavaglia, dopo la richiesta della Procura generale, lo scorso maggio ha revocato il proscioglimento del 1992. Bellini si è sempre proclamato estraneo alla strage, sostenendo che il 2 agosto era al passo del Tonale. Fra gli elementi al vaglio della Procura generale, un filmato amatoriale girato alla stazione da un tedesco, nel quale si vede una persona che assomiglia in modo notevole al Bellini così come appariva all’epoca. Sotto la lente della Procura con l’accusa di depistaggio è finito anche l’ex generale dei servizi segreti ed ex capo del Sisde di Padova Quintino Spella. —
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