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Canoni d’affitto concordati, a Reggio Emilia dal 1° marzo entrano in vigore regole innovative

Roberto Fontanili
Canoni d’affitto concordati, a Reggio Emilia dal 1° marzo entrano in vigore regole innovative

L’obiettivo è andare incontro alle esigenze di coloro che faticano a sostenere il costo di un contratto a libero mercato 

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REGGIO EMILIA. Dal 1° marzo entrano in vigore le nuove regole per la stipula dei contratti di affitto a canone concordato nel Comune di Reggio, mentre i contratti in essere resteranno in vigore fino alla loro risoluzione. Il documento sottoscritto ieri in Municipio è arrivato dopo un lungo lavoro coordinato dai tecnici comunali e dall’assessore Lanfranco De Franco e reca la firma dei rappresentanti dei sindacati degli inquilini e assegnatari Sunia, Sicet e Uniat (rispettivamente di Cgil- Cisl e Uil) e dei proprietari Confedilizia e Asppi rinnovando il precedente accordo del novembre 2003.

Il nuovo accordo profondamente rivisitato, regola l’affitto di quella fascia di immobili che si collocano circa a metà strada tra l’importo del canone applicato agli alloggi popolari Erp e quelli a libero mercato. I nuovi canoni di affitto concordati sono infatti mediamente inferiori del 25 - 30% rispetto a quelli liberi e nelle intenzioni dei firmatari e del Comune sono stati calcolati per andare incontro alle esigenze di coloro che faticano a sostenere il costo di un affitto a libero mercato.

Due le principali novità: la suddivisione della città in cinque zone omogenee, più Santa Croce, e non più in cerchi concentrici come in precedenza quando un appartamento a Santa Croce era considerato al pari di uno di Canali; la possibilità di affittare una parte dell’alloggio o una o più camere a canone diverso a seconda del suo stato e della durata del contratto.

Una scelta che tiene conto delle mutate esigenze del mercato e delle trasformazioni che la città ha subito negli anni. In particolare la zona di Santa Croce pur essendo vicina al centro storico viene considerata più degradata, ragion per cui i canoni sono molto più bassi. Sei le zone individuate: centro storico, prima periferia e zona sud, zona sud-est e sud–ovest, zona nord, forese e Santa Croce.

I canoni prendendo a riferimento un appartamento di 50 metri quadrati vanno da un minimo di 120 -180 euro al mese nel forese e a Santa Croce, per arrivare da 500 a 680 euro al mese per un appartamento di oltre 120 metri quadrati in centro storico. Uno spettro ampio, come lo era quello in precedenza e del quale hanno usufruito in questi anni circa le 15mila famiglie reggiane che nel solo capoluogo hanno stipulato contratti a canone concordato. «L’obiettivo – ha detto l’assessore De Franco – è ampliare il numero di chi intende aderire a questo contratto usufruendo dei vantaggi fiscali come l’abbattimento dell’Irpef o la riduzione della cedolare secca dal 21 al 10% e l’agevolazione Imu al 7,6 per mille».

Altra novità importante l’introduzione di tre tipologie di contratto: abitativo della durata di 3 + 2 anni; transitorio, della durata massima di 18 mesi; per studenti che può variare da 6 a 36 mesi. Da ultimo è stata fissato che la caparra massima può essere pari a tre mesi di canone. Un modo per cercare di superare la prassi consolidata di chiedere all’affittuario una fideiussione e che di fatto rendeva quasi impossibile la firma del contratto.

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