Il Comune chiede alla città come ripensare la cultura
Sabato 8 febbraio alle 9.30 al Teatro Cavallerizza il primo incontro aperto a tutti. Il sindaco e l’assessore Rabitti: «Abbiamo bisogno di critiche e di idee, venite»
REGGIO EMILIA. “La cultura non starà al suo posto”. Una promessa prima ancora di un programma. Un titolo che riassume l’orizzonte a cui il Comune, e quindi la città, sta guardando: un mondo aperto al dialogo, in grado di leggere e capire la realtà, alla perenne ricerca del bello.
Concretamente si tratta di un percorso che coinvolgerà l’intera città, uscendo dai confini delle istituzioni culturali, per un anno intero. Si parte sabato 8 febbraio alle 9.30 al Teatro Cavallerizza con un incontro aperto a chiunque abbia voglia di pensare al futuro della cultura a Reggio Emilia. Ci si dividerà in gruppi di lavoro e si arriverà, nell’autunno 2020, a tradurre in azione le idee nate da questo confronto. «Abbiamo un estremo bisogno di ricostruire un pensiero civile che orienti un fare civile – spiega il sindaco Luca Vecchi –. Questo percorso non è un esercizio retorico ma direi costituente, fondamentale. E produrrà risultati evidenti».
IL CONVEGNO
L’obiettivo dell’incontro di sabato è quello di iniziare a raccogliere le opinioni e le idee dei cittadini (quelli che lavorano in ambito culturale, ma anche tutti quelli che svolgono altre attività) per fare il punto dell’offerta culturale a Reggio Emilia e progettarne l’avvenire. «Non era mai successo che l’amministrazione si aprisse in questo modo alla cittadinanza – sottolinea Vecchi –. Questa giornata creerà delle alte aspettative, ma abbiamo deciso di rischiare per alzare l’asticella. Ancora una volta Reggio Emilia è un laboratorio a cielo aperto in cui la contemporaneità incontra la cultura dei diritti e delle persone».
I temi affrontati saranno cinque: le parole della cultura; i luoghi della cultura; il marketing territoriale; la cultura e i quartieri; la cultura dei diritti e della sostenibilità.
«Il personale del Comune ha sviscerato queste tematiche ponendosi delle domande e dialogando con gli altri operatori culturali presenti in città – spiega l’assessore alla cultura, marketing territoriale e pari opportunità Annalisa Rabitti – come mai era avvenuto prima. Dopo una serie di proficui scambi siamo arrivati a delle considerazioni che renderemo pubbliche sabato mattina. Ma quanto elaborato dagli addetti ai lavori sarà solo un punto di partenza. Il nostro desiderio è che la città partecipi: siamo aperti a critiche, idee, nuove visioni».
IL PROGRAMMA
Dopo l’introduzione del sindaco Luca Vecchi e dell’assessore Annalisa Rabitti, i partecipanti si divideranno in gruppi e si sparpaglieranno per la città. Le sedi che accoglieranno i dibattiti sono Palazzo dei Musei, Biblioteca delle Arti, Spazio Gerra, Museo del Tricolore, Biblioteca Panizzi e Palazzo Magnani.
COME ISCRIVERSI
Per iscriversi all’incontro di sabato basta andare su www.comune.re.it/partecipacultura, indicare il proprio nome e cognome, la propria mail e di quale tematica si desidera discutere. Le iscrizioni chiudono giovedì alle 18.
Per far sì che tutti abbiano la possibilità di esprimersi, i partecipanti verranno divisi in piccoli gruppi coordinati dal personale del Comune. Dopo il momento introduttivo di sabato mattina, ogni “squadra” si organizzerà autonomamente e deciderà quando e dove ritrovarsi. L’obiettivo è formulare una proposta pratica da sottoporre all’amministrazione entro il prossimo autunno.
«L’incontro pubblico di sabato mattina – conclude il sindaco – pur costituendo un elemento di forte discontinuità con il passato, soprattutto per quanto riguarda il metodo, non parte da zero. Fa infatti tesoro del capitale umano e culturale della città, a cominciare dalle istituzioni e associazioni culturali cittadine, oltre che delle solide competenze e delle eccellenze che ci contraddistinguono. Forti di quanto fatto negli ultimi cinque anni vogliamo guardare non ai prossimi cinque ma almeno venti, rendendo la città protagonista di questo pensiero».
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