Malata senza telefono da mesi «Ora si va per le vie legali»
Parla l’avvocato Bazzoli che assiste Rosanna Ferrari, la 73enne cardiopatica «Abbiamo scritto anche al Corecom. Ci dovremo rivolgere al giudice di pace»
La vicenda dell’anziana donna, affetta da cardiopatia e senza linea telefonica da oltre 2 mesi, finirà davanti alla giustizia nell’ufficio del giudice di pace, se la questione non verrà risolta entro pochi giorni.
Al centro della incredibile vicenda c’è Rosanna Ferrari di 73 anni, nata ad Albinea e residente nella frazione di Botteghe in via Antonio Ligabue 14, la quale dal 20 novembre scorso vive senza la linea telefonica di casa, per lei assolutamente indispensabile per ricevere dall’ospedale di Reggio le indicazioni sulle dosi giornaliere di medicinali da assumere.
Nonostante le continue proteste, la Tim non si decide a ripristinare la linea interrotta. Dice l’anziana donna: «Sono davvero stanca ed esasperata da questa situazione. A me il telefono serve per la salute, non per fare conversazione con le amiche».
Ora la famiglia della donna ha deciso di seguire la via giudiziaria. Ha dato incarico all’avvocato Simone Bazzoli, di 45 anni, dello studio legale Bucchi con sede a Castelnovo Monti, di attivare le pratiche legali.
Spiega l’avvocato Bazzoli: «Già un paio di mesi mesi fa, quando nacque il problema, inviai una raccomandata alla direzione della Tim per chiedere il ripristino della linea telefonica della mia assistita, ma da allora solo promesse. Nulla è cambiato».
Poi il legale, un paio di settimane fa, ha inviato un’istanza di riattivazione al Corecom dell’Emilia Romagna, con sede a Bologna. che è l’ufficio di conciliazione prima di adire la via giudiziaria.
L’avvocato Bazzoli ha chiesto il ripristino della linea Tim con la richiesta di un risarcimento danni forfettario di mille euro.
«Ma se la linea telefonica dell’anziana donna non verrà riattivata entro pochi giorni _ conclude il legale _ dovrò iniziare una causa davanti al giudice di pace contro la Tim».
Nel maggio del 2013 l’anziana donna fu sottoposta all’ospedale di Parma ad un delicato intervento chirurgico al cuore per la sostituzione di una valvola cardiaca. Da allora è sotto costante cura e osservazione.
«Lo scorso anno, dopo un esame al cuore – conclude la signora Rosanna – i medici mi hanno riscontrato alcuni coaguli vicino alla valvola sostituita, e allora ho iniziato ad assumere il farmaco del Coumadin, le cui dosi mi vengono inviate ogni settimana per iscritto via fax. Io ho installato in casa il fax, ma da novembre scorso la linea è muta: non funziona né in arrivo né in partenza. Il referto con cadenza settimanale ora arriva alla vicina farmacia Buffagni di Albinea, ma se arriva quando la farmacia è chiusa, io continuo con lo stesso dosaggio del giorno precedente».
Coumadin è una medicina con un indice terapeutico ristretto. Ciò significa che piccole variazioni della dose possono avere gravi conseguenze. Infatti troppo medicinale può causare sanguinamento, poco medicinale può portare alla formazione di coaguli sanguigni pericolosi.
«Per mia madre – aggiunge anche la figlia della Ferrari, Marina Fantini, di 53 anni, pure abitante ad Albinea – la linea telefonica è indispensabile per ricevere via fax dal centro emostasi dell’arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio la indicazione precisa sulle dosi giornaliere».—
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