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Maltrattamenti in casa protetta la Procura contro le assoluzioni

E.L.T.

Il pm Pantani ha proposto il ricorso in appello dopo la sentenza di giugno L’uscita di scena di quattro operatrici su dieci ha dato una sterzata al processo

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CORREGGIO. Non ci sono stati maltrattamenti né vessazioni nei confronti dell’anziano ospite della casa di riposo. Era questa la sentenza del gup Luca Ramponi nei confronti di quattro delle dieci operatrici finite alla sbarra dopo l’inchiesta sul caso avvenuto nella casa per anziani di via Mandriolo Vecchio di Correggio. Le quattro assoluzioni erano giunte durante il rito abbreviato. Sentenza impugnata però dalla Procura di Reggio su richiesta del pm Maria Rita Pantani, titolare dell’inchiesta, che dopo le motivazioni ha proposto ricorso in appello. Un’impugnazione che aleggiava ieri sull’udienza dibattimentale davanti al giudice Chiara Alberti, subito interrotta per difetti di notifica. Le assoluzioni impugnate riguardano Delia Manna Enriquez Apumatta (difesa dall’avvocato Henric Stove), Elvira Nahradean (i cui interessi sono curati da Alessadro Tusberti), Samira Belaraj (difesa da Marco Valeri) e Concetta Napoli (assistita da Edoardo Salsi e Jenny Loforese).

Le quattro operatrici si erano viste riconoscere un’assoluzione piena così come per la responsabile, all’epoca, della casa per anziani di via Mandriolo Vecchio. Ieri se ne è parlato a margine dell’udienza perché l’uscita di scena della quattro operatrici ha inferto una brusca sterzata al procedimento penale avviato in seguito al blitz dei carabinieri avvenuto a fine marzo 2018.

Sempre nel giugno scorso il gup aveva però rinviato a giudizio – come richiesto dal pubblico ministero Pantani – altre sei operatrici. Si tratta di Karina Da Silva, Maria Di Francesco, Elena Bassi, Angela Cipriani Tehei, Antonia Iacovino ed Esther Montoya.

Le parti lese nel processo sono l’anziano di 83 anni ospite della casa di risposo e oggetto dei maltrattamenti, oltre agli enti pubblici (Regione, Unione dei Comuni della pianura reggiana e Comune di Correggio), l’Ausl e Coopselios, la cooperativa di servizi che tutt’ora gestisce la struttura di Correggio, nella doppia veste di parte civile e responsabile civile.

Nell’udienza del giugno scorso la pm Pantani aveva chiesto una condanna a 2 anni e 4 mesi a carico delle quattro operatrici da giudicare con il rito abbreviato, e 4 mesi per la responsabile dell’ospizio, tutte andate assolte. —

E.L.T.

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