«Ex Kis, il sindaco convochi il consiglio comunale aperto»
Zani, dell’opposizione, sostiene che avrebbe dovuto essere fatto entro gennaio E sugli attivisti convocati in caserma dice: «Ha il sapore di intimidazione»
CADELBOSCO SOPRA. «Signor Bellaria ci consenta un consiglio: faccia il sindaco anziché l’opinionista. Noi non cadiamo nel suo maldestro tentativo di spostare l’attenzione dalla reale questione, ovvero: a che punto siamo con il parere legale?».
Marino Zani, capogruppo d’opposizione a Cadelbosco Sopra, torna all’attacca. Il tema è sempre quello dell’ex Kis, il progetto per costruire un impianto ceramico che sta trovando fermo parere negativo non solo della minoranza, ma di un nutrito comitato di cittadini.
«Costa ha dichiarato il 16 gennaio in teatro davanti ad un attento pubblico che quel progetto non si deve fare, confermando quanto noi sosteniamo da mesi. Il giorno dopo le elezioni il suo primo pensiero è stato rilasciare boriosamente le sue valutazioni, tra l’altro molto superficiali, sull’esito della consultazione, sottolineando come la nostra battaglia condotta a fini strumentalistici non abbia minimamente condizionato il risultato che evidentemente dava per scontato – si legge ancora nella nota di Zani –. Lei ci sta ormai abituando ad una povertà di argomentazioni e ad una sterile supponenza. Lei ci sbeffeggia dichiarando che noi viviamo in uno stato di continua campagna elettorale: si sbaglia!».
«Noi stiamo impegnando i nostri sforzi per evitare che lei, insieme alla sua amministrazione, possiate portare avanti un progetto che non è condiviso dalla maggior parte dei cittadini. Questo è palese. Noi crediamo che sia compito di un sindaco attento passare dalla fase dell’ascolto dei dubbi e delle richieste dei suoi concittadini ai fatti concreti: ovvero annullare il progetto incriminato», va avanti. Zani attacca il sindaco anche sulla questione degli striscioni esposti dai cittadini, ora che un regolamento di polizia locale dell’Unione appena approvato impone che si debba chiedere l’autorizzazione pe esporrli.
«Lei si fa scudo invocando l’applicazione di un regolamento inerente il decoro urbano che vuole impedire l’esposizione di striscioni e bandiere “dissidenti”. Il risultato che ottiene é lo sdegno e l’ulteriore allontanamento dai suoi cittadini – prosegue – .Non abbiamo dimenticato il regalo che ha destinato ad alcuni cittadini nel periodo natalizio: un invito a presentarsi presso i carabinieri per rendere conto di alcune esternazioni espresse sui social, ovviamente contrarie all’insediamento, ma assolutamente lontane dal contenere espressioni lesive verso la persona del sindaco e dell’amministrazione. Questi episodi, sindaco, ci spaventano. Hanno il sapore dell’intimidazione. Ci riportano ad un passato che non vogliamo e non dobbiamo dimenticare. Noi preferiamo rendere onore al significato di libertà di espressione, come massimo livello di democrazia. E porteremo avanti questa nostra idea nel rispetto delle istituzioni ma anche con la pretesa di ricevere ascolto, considerazione e riguardo perché il nostro impegno attuale é rivolto al raggiungimento di un obiettivo che dovrebbe essere condiviso da tutti».
«Un obiettivo – aggiunge – che parla di salvaguardia della salute, di tutela dall’ambiente e del territorio. Obiettivi di cui lei, sindaco, dovrebbe essere il primo garante. Noi continuiamo nel nostro impegno e cerchiamo di non farci distrarre dalle sue maldestre e impopolari iniziative: vogliamo informazioni sul parere legale; vogliamo la convocazione del consiglio comunale straordinario in seduta aperta che da regolamento doveva essere convocato entro il 24 gennaio; chiederemo chiarimenti sul regolamento riguardante gli striscioni e sulla legittimità della sua iniziativa continueremo a supportare con la parte politica e di accesso agli atti il lavoro l’instancabile lavoro del Comitato Aria Pulita».
A proposito di regolamento di polizia approvato dall’Unione, Zani precisa: «Attento sindaco: il nostro rappresentante il 31 dicembre 2019 non era presente alla votazione, perché ha dovuto recarsi a Rapallo, in Liguria, per assistere uno zio malato ». —
M.P.
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