Reggio Emilia, cambiano i prezzi degli abiti e praticano finti sconti: multati dalla Finanza
Se ad esempio un abito costava 50 euro, cambiavano il prezzo di partenza in 100 euro e praticavano un finto sconto del 50%. Ora rischiano una multa da 5mila a 5 milioni di euro.
REGGIO EMILIA. Nei primissimi giorni del 2020 le Fiamme Gialle del comando provinciale di Reggio Emilia hanno iniziato una campagna di monitoraggio dei prezzi praticati dagli esercizi commerciali nel periodo dei saldi invernali.
I finanzieri di Reggio e delle tenenze di Correggio e Guastalla hanno controllato 20 negozi in tutto il territorio della provincia (anche all’interno dei centri commerciali) individuando due negozi, operanti nei settori del commercio al dettaglio di calzature, abbigliamento e accessori, che hanno modificato i prezzi di partenza delle merci in vetrina facendo poi apparire uno sconto che, in realtà, era inesistente.
È stato constatato, infatti, come fin dai primi giorni dei saldi siano stati gonfiati i prezzi base sui quali veniva applicato lo sconto, raggirando di fatto gli ignari clienti che acquistavano in buona fede, ritenendo di concludere un buon affare.
Per scoprire questi truffatori dei saldi i militari della Finanza hanno iniziato i controlli a dicembre 2019, quindi prima dell’inizio dei saldi, eseguendo in borghese rilevazioni e fotografie per annotare i prezzi di vendita degli articoli esposti.
Poi, a saldi avviati, i militari sono nuovamente tornati davanti alle stesse vetrine per controllare i prezzi praticati e le relative percentuali di sconto applicate, smascherando così il trucco congegnato da alcuni commercianti. Le Fiamme Gialle hanno inoltre accertato, in due negozi, operanti l’uno nel settore del commercio al dettaglio di abbigliamento e l’altro come emporio di prodotti non alimentari, la mancata esposizione dei prezzi in vetrina.
Altri tre commercianti hanno poi assunto condotte anticoncorrenziali anticipando la vendita in saldo prima del periodo previsto, ai danni della quasi totalità dei negozi monitorati, che invece hanno rispettato la tempistica del periodo promozionale.
Per le violazioni e le irregolarità accertate ai trasgressori sarà comminata, nei casi meno gravi, una sanzione amministrativa da un minimo di 516 euro fino ad un massimo di 3.098 euro. Per le ipotesi di vere e proprie pratiche commerciali scorrette la sanzione amministrativa pecuniaria varia da un minimo di 5mila euro sino a raggiungere un massimo di 5milioni di euro, commisurata alla gravità e alla durata della pratica ingannevole.
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