Ricercato di 43 anni scovato in via Turri e rimpatriato in Ghana
REGGIO EMILIA. Sparito dal radar delle forze dell’ordine per ben due anni, un ghanese di 43 anni con precedenti penali e condannato più volte è stato scovato in un appartamento di via Turri durante i controlli straordinari per il censimento e l’identificazione dei residenti del quartiere più a rischio della città.
Dopo alcuni passaggi burocratici il 43enne, oltre ad essere stato denunciato per violazione dell’obbligo di firma, è stato subito rimpatriato: ieri pomeriggio gli uomini di Francesco Baiano, dirigente dell’Ufficio immigrazione della questura di Reggio Emilia, lo hanno accompagnato alla frontiera aerea di Bologna. La scoperta è stata possibile grazie ai controlli in zona stazione eseguiti nei giorni scorsi da un massiccio schieramento di uomini finalizzato a rintracciare eventuali clandestini.
L’operazione ha visto il coinvolgimento di ogni settore della questura (posto di polizia di via Turri, Volanti, Scientifica, reparti cinofili e Ufficio immigrazione) con la collaborazione della polizia municipale. Stavolta si è deciso di focalizzare l’attenzione sugli alloggi privati e le verifiche si sono concentrate sui condomini ai civici 43 e 45 dove, bussando ad ogni porta e setacciando ogni locale, sono state identificate 41 persone, 38 delle quali extracomunitarie. Tra queste ultime un nome in particolare è stato riconosciuto nei database: quello del ghanese 43enne, in Italia dal 2009 con un visto per lavoro subordinato.
Già nel 2017 il questore di Reggio Emilia, Antonio Sbordone, gli aveva rifiutato il permesso di soggiorno perché a carico del disoccupato pendevano due condanne: una a 4 mesi di reclusione per furto aggravato e una di 8 mesi per i reati di ricettazione, falso ideologico e riciclaggio.
Condanne mai eseguite perché, per ben due anni, il 43enne è diventato un fantasma: irreperibile. E invece non si doveva guardare troppo lontano: con tutta probabilità è rimasto sempre in via Turri, in una stanza delle due palazzine setacciate dalla polizia.
In un primo momento il ghanese è stato portato in via Dante e nei suoi confronti è subito scattato il decreto di espulsione, con conseguente ritiro del passaporto e l’obbligo di firma quotidiano in questura. Il pregiudicato non ha mai rispettato nemmeno quest’obbligo. Perciò all’alba di ieri, completate le procedure necessarie, gli agenti dell’Ufficio immigrazione lo hanno ammanettato ed espulso. —
Am. P.
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