Gazzetta di Reggio

Reggio

A Campovolo, a Gavassa e a “er” Bazzone

Giuseppe Galli
A Campovolo, a Gavassa e a “er” Bazzone

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REGGIO EMILIA. Campovolo, forma sincopata di “campo di volo”, che si staglia in una ridente zona verde alla prima periferia di Reggio Emilia, tra la borgata di Villa Curta, famosa per un caseificio che produce un ottimo Parmigiano Reggiano, e Gavassa, frazione cittadina sulla bocca di tutti coloro che, facendo la conta, citavano il famoso ponte dove Pierino... faceva la cacca, al punto che oggi vi vogliono addirittura costruire un impianto di biogas.

Per un reggiano, “il” campovolo (l’articolo è d’obbligo), altro non è che una pista di decollo e atterraggio per gli aerei, lunga poco più di due chilometri, con una torre di controllo e alcuni hangar. Troppo poco, con l’umiltà e il provincialismo che da sempre caratterizza i reggiani e la nostra città, per chiamarlo aeroporto: quello vero, il più vicino, è a Bologna (il Marconi) e non certo a Parma, che pure i cugini d’oltr’Enza ci hanno “soffiato”, perdendo però la corsa alla stazione Mediopadana dell’Alta velocità.

Certo, il reggiano sa bene anche che, grazie ai concerti di Luciano Ligabue, “il” Campovolo (sempre con l’articolo, ma con la “c” maiuscola), è diventato anche un luogo (lo stesso di prima, nella stessa identica posizione), il luogo della musica, dove nel 1997 – otto anni prima del primo Ligabue (2005) – gli U2 e i 150mila fans della celebre band irlandese avevano dimostrato che al campovolo si poteva volare anche ascoltando The Fly, prima canzone scelta come singolo dall’album Achtung Baby (1991) di Bono, The Edge e compagni. E ora, accanto al “campo di volo” di Reggio Emilia, proprio in quella zona verde fra Villa Curta e Gavassa, è nata l’Arena Eventi, chiamata Rcf Arena. Si trova “al” campovolo, “a” Reggio Emilia, e non “a” Campovolo. Si, “a” Reggio Emilia.

E lo vogliamo dire anche ad Amadeus – e anche alle sette grandi artiste che si esibiranno “a” Reggio Emilia (e non “a” Campovolo, semmai “al”) il 19 settembre prossimo – che mercoledì sera, sul palco dell’Ariston, lanciando da Sanremo il grande evento contro la violenza sulle donne, la città di Reggio Emilia non l’ha nemmeno nominata.

Quasi come se Reggio Emilia non esistesse, citando solo la Rcf Arena, che si trova “a” Campovolo, come se Campovolo facesse un Comune e avesse un municipio proprio, dove di sicuro – c’è da metterci la mano sul fuoco – il sindaco sarebbe Luciano Ligabue.

Magari, “a” Campovolo, il piatto tipico sarebbe – proprio come a Reggio Emilia – l’erbazzone, ma abbiamo paura che possa essere citato dal palco del teatro Ariston di Sanremo dove, molto probabilmente, diventerebbe “er” bazzone.

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