Banda del Lotto: 15 anni ai 4 truffatori delle ricevitorie
Sentenza per il gruppo di finti tecnici Lottomatica accusati di truccare le puntate In questo modo hanno incassato 150mila dei 250mila euro delle vincite-truffa
Condanne pesanti per la grande truffa del Lotto messa in atto da una banda di modenesi. Ieri mattina il giudice ha letto la sentenza che suona come una stangata: se la Procura aveva chiesto dieci anni per tutti e quattro gli imputati, la condanna complessiva è stata di quasi quindici anni di carcere più una raffica di risarcimenti e provvisionali per Lottomatica e due tabaccai vittime del raggiro.
Quattro anni e quattro mesi di carcere più una multa di 1500 euro per ciascuno dei due accusati ritenuti i capi della banda: un 61enne di origini leccesi residente a Modena – con numerosi precedenti per truffa – e un napoletano 42enne residente sempre a Modena.
Due anni e tre mesi di carcere più una multa da 800 euro per ciascuno dei due complici: un 47enne nato in Germania, residente a Montecchio, e un 52enne modenese residente a Modena. Tutti con precedenti nell’ambito della truffa. Un quinto imputato, modenese, è nel frattempo deceduto.
Riconosciuto il diritto a un risarcimento alle parti civili: Lottomatica e due tabaccai, una di Riccione e una di Modena, che riceveranno anche ingenti provvisionali per una somma di 40mila euro. Si è chiuso così il primo processo su una vicenda finora sconosciuta che otto anni fa alla banda aveva fruttato incasso per giocate-truffa da almeno 150mila euro dei 250mila di vincite-truffa al Lotto manipolando ignari tabaccai. Le difese hanno cercato di spiegare perché a loro avviso i quattro andavano assolti.
In questo filone di processo la banda ha colpito in varie città italiane (a Modena due tabaccherie: I Portali e il bar Scarlatti; Vicenza e Riccione) sempre con lo stesso metodo studiato nei dettagli.
Prima di entrare in azione si procuravano informazioni sulla tabaccheria, si munivano di abiti adatti con l’insegna Lottomatica e di un badge con un nome posticcio e quindi facevano una telefonata preventiva che avvisava l’arrivo di un tecnico per una riparazione di un guasto sulla linea di collegamento tra ricevitoria e Lottomatica per le giocate al Lotto.
In questo modo il giorno dopo quando il truffatore vestito da tecnico con simboli Lottomatica entrava in ricevitoria, il titolare era già preparato ad accoglierlo e lo faceva “lavorare” in santa pace alla macchina delle giocate.
Il controllo al falso guasto dell’apparecchio durava ore ed era seguito da alcuni fax. Poi di sera il tecnico se ne andava raccomandandosi di non toccare niente. Il giorno dopo altri finti controlli tecnici, altri fax e il cordiale saluto finale. Tutto questo serviva alla banda per restare collegata alla rete Lottomatica e inserirsi nel flusso di giocate puntando su centinata di giocate alla volta al Lotto non pagate, che spesso vinceva e talvolta riusciva ad incassare senza problemi.
Fino a quando una tabaccaia di Riccione si è accorta di cosa accadeva e ha sporto denuncia. Le indagini dei carabinieri sono proseguite spedite grazie alla collaborazione attiva di Lottomatica, vittima principale del sistema e poi parte civile (avvocato Anna Russo di Roma). Lottomatica a sua volta ha dovuto avviare accertamenti sui tabaccai coinvolti, tutti a loro insaputa e quindi vittime della gang, chiedendo indietro le somme riscosse come danno erariale. —
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