Gazzetta di Reggio

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quarant’anni di documenti 

Donati alla Panizzi gli storici archivi del celebre penalista Pier Carlo Cadoppi

Leonardo Grilli
Donati alla Panizzi gli storici archivi del celebre penalista Pier Carlo Cadoppi

Dalla decisione del figlio Alberto alla creazione di un fondo Fra i testi anche un diario sulla “saponificatrice di Correggio”

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. Da un punto di vista “commerciale” sono stati valutati duemila euro, ma il loro valore come prove di un periodo storico reggiano, quello dagli anni ’20 agli anni ’70, è probabilmente inestimabile. Si tratta dell’archivio di documenti custoditi nell’arco della sua vita professionale, e non solo, dal celebre avvocato penalista Pier Carlo Cadoppi, deceduto nel 1987 a 65 anni.

Documenti che ora saranno a disposizione di tutti all’interno della biblioteca Panizzi. Una donazione dal forte valore simbolico e affettivo nata dall’iniziativa di Alberto Cadoppi, figlio ed unico erede dell’avvocato e oggi docente di diritto penale nella facoltà di Giurisprudenza dell’università di Parma.

L’8 gennaio il figlio del penalista ha scritto al direttore della “Panizzi”, Giordano Gasparini, esprimendo l’intenzione di donare alla biblioteca il “Fondo avvocato Pier Carlo Cadoppi”, di sua proprietà, costituito da diversi documenti di natura giuridica, testimonianza storica dell’attività forense, ma anche sociale e culturale, di una delle figure che è stata punto di riferimento per il Foro di Reggio Emilia.

Nello specifico l’archivio Cadoppi raccoglie venti buste relative a processi penali fra gli anni ’60 e ’70, otto rubriche di cause civili fra gli anni ’40 e ’80, diverse fotografie fra cui un album relativo alla gestione del governatorato del Lions club, diplomi e un quaderno scritto a mano sul memoriale di Leonarda Cianciulli, meglio nota alle cronache come la “saponificatrice di Correggio”, per aver ucciso negli anni Quaranta tre donne sciogliendole nella soda caustica, proprio come avviene nel processo per la produzione del sapone.

«Desidero che il fondo – scrive Cadoppi nella lettera inviata a Gasparini – venga conservato e messo a disposizione degli studiosi con gli stessi criteri di conservazione e fruibilità adottati per altri materiali che già hanno fatto parte del patrimonio della Panizzi».

Precisato che, come consuetudine, «ogni onere derivante dal trasporto dalla catalogazione e dalla conservazione della raccolta dovrà essere a carico della biblioteca», Cadoppi ha richiesto infine «una scansione delle foto donate», prezioso ricordo del padre al quale era molto legato. L’intero archivio è stato prelevato presso la residenza del docente universitario due giorni dopo, il 10 gennaio, da una figura esperta dei Servizi culturali che ne ha constatato la corrispondenza e la qualità.

E ora, viene chiarito nella determina dirigenziale firmata dallo stesso Gasparini, «andrà ad arricchire il patrimonio degli archivi contemporanei già conservati e disponibili presso la Panizzi», e risulterà «di particolare interesse per i ricercatori e gli studiosi della storia reggiana novecentesca, in relazione a diversi importanti aspetti e contesti locali». —



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