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È morto padre Giacomo Basso Visse per anni nell’Eremo

L.T.
È morto padre Giacomo Basso Visse per anni nell’Eremo

Con i confratelli benedettini si prendeva cura della struttura e del santuario Negli ultimi anni è stato l’abate del monastero di San Giovanni da Parma

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Castelnovo Monti. Si è spento ieri mattina a Parma, dove da ormai tanti anni era l’abate del monastero benedettino di San Giovanni a Parma, padre Giacomo Basso.

Una notizia che ha suscitato un cordoglio molto profondo in tutto l’Appennino reggiano, dove padre Giacomo era conosciutissimo in quanto, fino a quando il santuario e l’eremo di Bismantova sono stati affidati alle cure dei Benedettini, proprio qui padre Giacomo ha vissuto, con alcuni confratelli, per tanti anni.

Il suo ricordo rimane estremamente vivo in chi lo ha conosciuto, nonostante siano passati ormai almeno 20 anni da quando le strutture religiose sono passate alla diocesi di Reggio e Guastalla e i Benedettini si sono trasferiti a Parma, ma Bismantova ha sempre avuto un posto speciale nel cuore di padre Giacomo.

Era una figura straordinaria di religioso, dalla grandissima cultura e profondità, alla quale tantissimi fedeli hanno fatto riferimento e che aveva nell’accoglienza, nel sorriso e nella capacità di essere vicino a tutti quelli che andavano alla Pietra in cerca di consolazione, caratteri indimenticabili.

I funerali di padre Giacomo saranno celebrati domani, alle ore 10, all’abbazia di San Giovanni, vicina al duomo di Parma.

La scomparsa di padre Giacomo ha suscitato anche diverse reazioni in chi ha avuto modo di collaborare con lui a livello istituzionale, come ad esempio il presidente del Parco nazionale Fausto Giovanelli e l’architetto Giuliano Cervi, che con lui avevano siglato alcuni anni fa l’accordo per rilevare dai Benedettini la gestione del pianoro sommitale di Bismantova: «Padre Giacomo è stato negli anni anima e animatore del santuario e dell’eremo di Bismantova. Ancora recentemente ha voluto vedere nell’inserimento della Pietra nel parco nazionale un’occasione e uno strumento per rilanciare valori etici che riteneva insiti nei luoghi abitati e gestiti dai Benedettini. Ha spinto l’ente parco a farsene interprete e custode in dialogo con la comunità locale. Cercheremo di essere attenti al suo messaggio e al suo lascito. Lo ricordiamo con nostalgia e tanto affetto».

Così invece lo ha ricordato il sindaco di Castelnovo, Enrico Bini: «Tantissimi montanari lo ricordano custode, assieme ai confratelli, dell’eremo, del santuario e in generale della Pietra di Bismantova, sempre fedeli alla regola benedettina “Ora et labora”, che per loro ha significato per tanti anni prendersi cura dei luoghi, delle strutture e delle persone. Il ricordo di chi lo ha conosciuto, nella lunga permanenza a Castelnovo, per la quale proviamo profonda gratitudine, non può che essere struggente. Chi crede, può essere sicuro che ora proteggerà questi stessi luoghi dall’alto, continuando a prendersene cura». —

L.T.

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