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Gonfiavano i prezzi di partenza maxi multa per i furbetti dei saldi

Ambra Prati
Gonfiavano i prezzi di partenza maxi multa per i furbetti dei saldi

I commercianti smascherati dalla guardia di finanza: la sanzione prevista da 5.000 euro in su 

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Gonfiavano il prezzo di partenza dei prodotti esposti in vetrina, per poi far risultare uno sconto notevole – in realtà inesistente – nel periodo di saldo. Due furbetti dei saldi sono stati smascherati dalla guardia di finanza reggiana, che ha comminato ai due titolari – ma sono finiti nei guai, per altre tipologie di irregolarità, altri cinque esercenti – una multa da migliaia di euro.

L’operazione “Saldi sicuri” delle Fiamme Gialle ha visto coinvolti i militari del Gruppo del comando di Reggio Emilia e le tenenze di Correggio e Guastalla, che hanno controllato un totale di venti punti vendita di commercio al dettaglio – comprese le attività situate all’interno dei centri commerciali – sparsi per l’intera provincia.

Le verifiche, in realtà, sono iniziate un mese prima, a dicembre, proprio per monitorare i prezzi praticati dagli esercizi commerciali in tempi non sospetti in vista dei futuri saldi. I finanzieri, girando in borghese, hanno fotografato le vetrine dei negozi, annotando i prezzi di vendita dei singoli articoli; poi a gennaio a saldi appena avviati sono tornati negli stessi luoghi, per verificare le percentuali di sconto. È stata così documentata una scoperta interessante: due commercianti, operanti nella vendita al dettaglio di calzature, abbigliamento e accessori, hanno alzato i prezzi base, per far apparire uno sconto più alto e raggirare i clienti che pensavano di aver fatto un affare.

Poiché si tratta pure di concorrenza sleale, la sanzione prevista va da un minimo di 5mila a un massimo addirittura di 5 milioni di euro; di solito si parte dal minimo, ma l’importo esatto lo stabilirà l’autorità garante della concorrenza e del mercato.

In altri due negozi, uno di abbigliamento e l’altro un emporio di prodotti non alimentari, i finanzieri hanno constatato altre irregolarità, meno insidiose per gli acquirenti: la mancata esposizione dei cartellini con il prezzo.

Infine tre commercianti si sono macchiati di comportamento anticoncorrenziale perché hanno anticipato i saldi prima del periodo consentito dalla legge, ai danni degli altri esercenti – la maggior parte – che hanno invece rispettato la tempistica del periodo promozionale.

In questi ultimi casi i trasgressori si vedranno comminare una sanzione amministrativa che va da un minimo di 516 euro ad un massimo di 3.098 euro.

I controlli della guardia di finanza proseguiranno per l’intero periodo dei saldi, con il preciso obiettivo di prevenire eventuali inganni ai danni dei cittadini e di tutelare gli operatori economici rispettosi delle regole. —



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