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Il CASO 

«I furti nei caseifici sono ormai una piaga Bisogna intervenire»

Am.P.
«I furti nei caseifici sono ormai una piaga Bisogna intervenire»

Appello di Antenore Cervi, presidente della Cia di Reggio «Sono necessari maggiori controlli nelle aree a rischio»

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REGGIO EMILIA. «Caseifici sotto assedio, fermate la banda del Parmigiano Reggiano».

Parole di Antenore Cervi, presidente della Cia di Reggio, che dopo l’ennesimo furto chiede più controlli notturni delle forze dell’ordine nelle aree a rischio.

Il riferimento è all’ultimo clamoroso colpo ai danni del magazzino di stagionatura dell’azienda agricola Quattro Castella, situato all’interno dell’agriturismo La Razza, in via Monterampino 2 a Canali, dove in quindici minuti dei malviventi professionisti hanno fatto sparire 150 forme per un valore di circa 60mila euro.

Il tutto nonostante allarme, telecamere e spese per la sicurezza, tanto che Paolo Zoboli, il proprietario dell’attività affittata al casaro depredato, ha provveduto a scavare un fossato a protezione dell’area.

«Il furto di Canali è solo l’ultimo di una lunga serie che va avanti da anni, non solo nel Reggiano ma nell’intero comprensorio del re dei formaggi: in piccoli e grandi caseifici, magazzini, distributori e supermercati – sottolinea Cervi – Si tratta di un’ampia rete di razzìe che potrebbe avere una regìa, un preciso mercato nero di riferimento e bottini milionari».

Il presidente della Cia di Reggio ricorda che «gli ultimi arresti delle forze dell’ordine hanno fatto emergere inquietanti legami tra la malavita del Sud Italia e l’Est Europa, dove verrebbe venduto il formaggio».

Il modo di agire di queste bande è collaudato: «Dopo un monitoraggio del luogo e delle vie d’accesso, a entrare in azione sono banditi nerboruti che in pochi minuti caricano su furgoni rubati quante più forme possono. Il bottino viene in seguito caricato su mezzi “puliti” e poi portato direttamente ai luoghi dove viene smerciato».

I danni per i gli imprenditori sono molteplici. «Si va da quelli diretti, per il furto di un prodotto di grande valore – spiega Cervi – a quelli causati alle strutture (porte, inferriate, finestre e muri), per non parlare di quelli indiretti, causati dal formaggio immesso sul mercato».

Cia Reggio sollecita i propri associati «a denunciare sempre i furti, per far emergere il preoccupante fenomeno». —

Am.P.

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