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Il rebus “quote rosa” nella giunta Bonaccini mette in crisi i reggiani

Enrico Lorenzo Tidona
Il rebus “quote rosa” nella giunta Bonaccini mette in crisi i reggiani

Troppi i papabili per i cinque posti “riservati” agli uomini. Reggio potrebbe essere ora chiamata a indicare una donna

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REGGIO EMILIA. Ottavia Soncini, Roberta Mori, ma anche Annalisa Rabitti. Sono i nomi che circolano in queste ore qualora i reggiani dovessero esprimere non un uomo bensì una donna per l’assessorato offerto in giunta da Stefano Bonaccini. Il toto giunta in Regione impazza e i reggiani non voglio rimanere col cerino in mano, salvo che le deleghe più pesanti sembrano volare verso altre città. Fatto sta che i cavalli in corsa per un posto nell’esecutivo regionale guidato da Bonaccini rischiano di venire azzoppati per ora dal rebus sulle quote rosa. «Metà giunta sarà formata da donne» ha promesso in campagna elettorale il presidente in caso di rielezione, e che per ora ha anticipato un solo nome, quello di un sindacalista di peso come Vincenzo Colla della Cgil per la riforma del lavoro. Oltre a Colla si vocifera da un paio di giorni di uno scranno per Mauro Felicori, così come per il segretario regionale Pd Paolo Calvano (orfano di una candidatura in consiglio) senza scordare il modenese Davide Baruffi, già a capo del Pd di Modena dopo Bonaccini. Una schiera di potenziali assessori tutti uomini, che lascia sul tavolo una sola casella vuota spettante al quinto assessore di sesso maschile sui dieci totali. Ma questa potrebbe essere coperta dalla riconferma ai trasporti di Raffaele Donini. . Quotazioni che restringono molto la rosa reggiana. Bonaccini e il suo entourage potrebbero imporre una scelta al femminile in capo alla città del Tricolore, scompigliando però i borsini locali. Primo perché Giammaria Manghi, privo di un posto in consiglio regionale, sarebbe fuori definitivamente dalla stanza dei bottoni, causando un indubbio mal di pancia a lui e a chi lo sostiene. Invariato invece il possibile destino di Alessio Mammi, eletto in assemblea legislativa e potenziale presidente della stessa, che ha già in tasca un posto e un ruolo di spicco visti i tanti voti portati in dote a Bonaccini e al Pd. Il nodo centrale resta quindi trovare una donna espressione dei sindaci e dei politici del Pd reggiano, da inserire nella giunta senza far saltare il banco. E qui le ipotesi si stanno già sprecando, con spinte e frecciate tra le anime del partito. Roberta Mori, che ha il cuore a sinistra, è rimasta fuori dal consiglio regionale fermandosi a 5.834 preferenze, mentre ad entrare per la prima volta con i dem è la giornalista reggiana Stefania Bondavalli, che ha incassato quasi 3mila preferenze con la civica “Bonaccini Presidente”, che ha attratto interessi al centro mancando però l’exploit ipotizzato in premessa dai bookmakers. Ecco allora che una soluzione di peso, visto che piace all’anima cattolica del Pd vicina a Delrio, è quella di Ottavia Soncini, anche lei rieletta e in precedenza vice presidente dell’assemblea regionale.

Ma, sempre negli stessi ambienti, c’è chi quota anche un outsider alle regionali, come l’attuale assessore comunale Annalisa Rabitti, alla quale il sindaco di Reggio Luca Vecchi ha affidato le deleghe alla cultura, al marketig territoriale e alle pari opportunità. Per lei, 48 anni e campionessa di voti nella città capoluogo, sarebbe un balzo improvviso ma difficile da rifiutare, ma che scontenterebbe non pochi in città. —

Enrico Lorenzo Tidona

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