Manghi sul bilancio: «Il problema nasce dai cittadini che non pagano i tributi»
«Questo mette in difficoltà il Comune e provoca il ricorso all’anticipazione di cassa. Sui conti un lavoro serio e impegnato»
«Sono costretto a intervenire per le dimensioni che il dibattito su Poviglio ha assunto rispetto all’oggetto del contendere. Ho dedicato 24 anni della mia vita a gestire quel Comune e il fatto che si lasci pensare che c’è qualcosa che non va mi chiama in causa personalmente». Giammaria Manghi, ex sindaco di Poviglio, ex sottosegretario alla presidenza della Regione, prende la parola sulla questione della lettera che la Corte dei Conti ha inviato al Comune a dicembre per chiedere chiarimenti.
«Intervengo perché il bilancio consuntivo in questione è quello del 2017, quando c’ero io. Voglio però fare una premessa: ho molto rispetto del lavoro e del ruolo della Corte, e dunque non intendo anticiparne il giudizio né tantomeno interloquire con essa, visto che non sono il destinatario della lettera. Il procedimento in atto si chiama collaborativo perché il rapporto tra ente pubblico e Corte è, appunto, una collaborazione, utile prima di tutto agli enti locali per poter svolgere al meglio il proprio lavoro. Di questo stiamo parlando e credo che sia giusto farlo comprendere ai cittadini».
Manghi si sofferma sul tema delle difficoltà dell’ente a incassare i crediti. «Il rilievo della Corte riguarda principalmente i problemi di liquidità. Ma da cosa sono generati? Dalla lentezza nella riscossione dei tributi locali. L’ufficio associato della Bassa ha accresciuto la sua attività di ricerca dell’evasione. Il problema è che poi queste somme accertate non si riesce ad incassarle tutte. Questa è la criticità: alcune persone non pagano e sottraggono soldi alla comunità, e questo provoca sofferenza. Per questo si deve fare ricorso all’anticipo di tesoreria, che la Corte ha giustamente chiesto di ridimensionare».
Un ricorso significativo all’indebitamento di breve termine che in altri Comuni non si riscontra e Manghi fornisce la sua spiegazione in proposito. «Il Comune di Poviglio, a differenze degli altri nella Bassa, non è rientrato, per fortuna, nell’area del cratere sismico, e non ha dunque avuto le stesse agevolazioni fiscali che gli altri hanno, giustamente, avuto». Da qui le maggiori difficoltà.
L’ex sindaco non vuole anticipare le conclusioni della sezione regionale, anche se si sente di escludere l’ipotesi che nei bilanci ci sia un disavanzo strutturale che si è omesso di far emergere. «Penso che, alle condizioni date, si è fatto sui conti, tutti, amministratori e tecnici, un lavoro serio e impegnato. I bilanci inoltre hanno sempre avuto la certificazione dagli organi di controllo».
La lettera è del 5 dicembre e ha provocato un rallentamento nell’iter di approvazione del bilancio («l’esercizio provvisorio comunque è consentito dalla legge e può capitare»). Sulla scelta di non informare subito cittadini e opposizioni, l’ex sindaco non vuole rispondere. «Da maggio scorso non ho più alcun ruolo amministrativo a Poviglio e dunque non è corretto che sia io a dare spiegazioni».
Manghi rivendica anche il fatto «di aver ridotto l’indebitamento pro-capite e aver mantenuto inalterati i tributi locali» nel corso dei suoi mandati. Tributi che però l’attuale giunta di Cristina Ferraroni potrebbe dover alzare, come si legge nello scherma di bilancio, per ovviare ai problemi dell’anticipazione di cassa. «Ma io rispondo per i miei dieci anni». —
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