Troppi locali senza etilometro Identificazione di 2.203 clienti
Un anno di controlli da parte della polizia amministrativa della questura Nel 2019 sono state undici le licenze dei bar sospese per motivi di sicurezza
Il 30% dei locali pubblici non è dotato dell’etilometro obbligatorio: 15 attività sulle 50 controllate ne sono risultate sprovviste. È uno degli aspetti emersi durante i controlli della polizia di Stato, che ha confermato anche a Reggio Emilia i servizi di “Striscia la notizia” (la campagna è “Locali senza etilometro” di Antonio Casanova) sulla disattesa normativa che rende obbligatorio, per i gestori che chiudono dopo le 24, mettere a disposizione dei clienti un “precursore elettronico” per la misurazione del tasso alcolemico.
È solo uno degli aspetti del bilancio 2019 della Divisione Pasi (polizia amministrativa, sociale e dell’immigrazione) della questura, guidata dal dirigente Amedeo Pazzanese. Una polizia giudiziaria che lavora dietro le quinte con molteplici competenze di pubblica sicurezza, tra le quali i controlli sui locali. In totale, insieme alla polizia locale, la Pasi ha controllato 50 esercizi pubblici effettuando 189 ispezioni (i poliziotti sono tornati più volte nello stesso luogo) in tutta la provincia, così suddivise: 9 attività a Sant’Ilario, una a Gattatico, una a Cavriago, 3 a Castellano, 4 a Rubiera, 4 a Casalgrande, 6 a Scandiano, 3 a Guastalla, una a Bibbiano, una ad Albinea e 5 a Castelnovo Monti. Ben 2.203 gli avventori identificati.
«L’anno scorso, per scelta precisa del questore Antonio Sbordone, ci siamo concentrati sui luoghi di aggregazione, effettuando verifiche a campione in città e in provincia: discoteche, circoli privati, bar, locali di intrattenimento, agendo su nostra iniziativa o su segnalazione dei residenti ed eseguendo verifiche sia di persona sia sulle pratiche amministrative», ha spiegato Pazzanese.
Gli accertamenti hanno riguardato orari di chiusura, licenze, rumore, capienza e, per gli esercizi pubblici con somministrazione di bevande, la presenza dell’etilometro, che una legge risalente addirittura al 2010 rende obbligatorio per prevenire incidenti stradali causati dall’alcol. «I locali privi di etilometro sono stati multati per 400 euro». Nel complesso sono stati 11 gli esercizi chiusi, tramite la sospensione temporanea della licenza, per lo più concentrati in città e per motivi di ordine pubblico (ex articolo 100 del Tulps): i gestori si erano già distinti in precedenza per ripetute irregolarità o risse o clientela di pregiudicati. Tra le licenze sospese una sala Vlt, controllata insieme alla guardia di finanza.
«Si tratta di un numero basso rispetto ai locali controllati e questo lo riteniamo positivo. La nostra è un’attività di prevenzione finalizzata a rendere più sicuri i luoghi frequentati dai nostri figli: meno sanzioniamo e migliore è il risultato», ha dichiarato il dirigente, che ha definito «in linea con gli altri anni» l’aggiornamento delle licenze di armi per uso sportivo e da caccia (646). —
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