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Bimba accusa l’amico di famiglia: «Mi violenta»

Tiziano Soresina
Bimba accusa l’amico di famiglia: «Mi violenta»

L’undicenne svela abusi sessuali nella casa e nel furgone del camionista. Lui nega: «Non lo farei mai, è come mia figlia»

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Lui è un camionista di 58 anni che vive a Rubiera, lei ha 11 anni e va spesso a fare la spesa con questa persona, che in casa gode della fiducia di tutti (il nucleo familiare risiede nel comprensorio ceramico).

Una frequentazione che va avanti per molto, finché “qualcosa” non torna agli occhi della famiglia il 23 febbraio dell’anno scorso. La bambina quel giorno era andata – come spesso le accadeva – a far spesa con l’amico di famiglia ben più grande ed al rientro a casa, dopo aver fatto la doccia, ha un comportamento strano. Incalzata dalle domande, specie della madre e della sorella, fa un quadro talmente sconcertante che i familiari l’accompagnano subito al pronto soccorso per accertamenti nelle parti intime. Un passaggio ospedaliero che fa scattare le indagini, coordinate dal pm Giulia Stignani. Ben presto gli inquirenti accusano il camionista di violenza sessuale su minore e ritengono necessario chiedere una misura cautelare che il gip Dario De Luca concede: da metà aprile il 58enne finisce agli arresti domiciliari, situazione restrittiva in cui si trova tuttora.

Ma di cosa viene incolpato l’amico di famiglia? Avrebbe violentato in più occasioni la bambina nella sua abitazione, in camera da letto, approfittando del fatto che la piccola gli veniva affidata per andare a far spesa. E questo è anche il contesto in cui sarebbero maturati gli abusi sessuali nel già citato 23 febbraio 2019. Quel giorno i due si erano recati – a bordo di un furgone – in un supermercato di Maranello (Modena) per fare compere, poi vicino al market l’approccio nel furgone in sosta. Nel retro del mezzo c’è una brandina usata solitamente dal camionista quando rimane fuori la notte ed è su quel giaciglio che sarebbe avvenuta l’ennesima violenza sessuale, con le conseguenze fisiche per la bambina poi medicate in ospedale. L’undicenne è già stata sentita con tutte le accortezze del caso in un incidente probatorio. Il camionista, però, nega decisamente: «Non mi sarei mai approfittato di lei che considero come se fosse mia figlia».

Ieri mattina – in tribunale a Reggio Emilia – tramite gli avvocati difensori Giuseppe Migale Ranieri e Gisella Mesoraca il 58enne ha chiesto ed ottenuto il rito abbreviato (con sconto di pena di un terzo) nell’udienza preliminare davanti al gup Andrea Rat. Si tornerà in aula fra due mesi e sarà battaglia legale. —



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