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È morto don Raimondo Zanelli Lottò contro la discarica

Aveva 90 anni e le sue condizioni di salute recentemente si erano aggravate La diocesi: «Un sacerdote umile, servizievole, capace di parlare con tutti»

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Toano. Vasto cordoglio, non solo nel territorio toanese ma in tutta la montagna, ha suscitato ieri la notizia della scomparsa di don Raimondo Zanelli, parroco emerito di Cavola di Toano, Corneto e Cerrè Marabino, ritiratosi da alcuni anni a “Villa Paola” di Castelnovo Monti.

Era stato ricoverato giovedì all’ospedale Sant’Anna di Castelnovo Monti per un aggravamento improvviso delle sue condizioni di salute. Aveva festeggiato lo scorso aprile i 90 anni.

IL RITRATTO

Figura esemplare di parroco accogliente, retto, e anche socialmente impegnato, negli ultimi anni si era speso in modo veemente per la chiusura della discarica di Poiatica, riuscendo a vedere il raggiungimento di tale importante risultato. Don Raimondo era nato a Palareto di Felina (Castelnovo Monti) l’8 aprile 1929 da una famiglia numerosa e tradizionalmente molto attaccata alla parrocchia.

Così lo ricorda una nota della diocesi di Reggio e Guastalla: «Dopo gli studi seminaristici a Marola e Albinea, aveva ricevuto la consacrazione sacerdotale nella chiesa di Felina per le mani del vescovo compaesano monsignor Sergio Pignedoli il 4 luglio 1954. Ancora seminarista, fu testimone dell’uccisione del suo “cappellanino” don Giuseppe Iemmi, il 19 aprile 1945. Sulla salma insanguinata del giovane sacerdote aveva chiesto alla Madonna la grazia di poter prendere il suo posto, di diventare anche lui sacerdote con quell’ardore missionario, quella serenità di spirito, quella capacità di apertura e di servizio che aveva caratterizzato il breve sacerdozio di don Iemmi». «Dopo l’ordinazione don Raimondo fu subito parroco a Succiso (1954-1962) e vicario economo a Miscoso (1957-1962) – prosegue la nota – Nel 1962 divenne parroco di Cavola, poi anche di Cerrè Marabino e di Corneto: parrocchie che il presbitero ha voluto continuare a curare anche quando le energie fisiche si sono rarefatte. Nelle comunità che ha servito don Zanelli ha mostrato l’innato desiderio della fraternità sacerdotale e un legame fortissimo con il suo popolo: era infatti capace di stare vicino alla gente con grande umanità. A Cavola sono soprattutto i giovani di allora e di adesso a ricordarlo. Già dai primi anni entrava nelle classi elementari per le lezioni integrative di religione e gli alunni pendevano dalle sue labbra. Dirette e vivaci erano anche la sua predicazione e le sue relazioni con i parrocchiani».

Conclude il ricordo diocesano: «Un sacerdote umile, servizievole, capace di parlare con tutti, con linguaggio semplice, ma, nel medesimo tempo, preciso nel dogma e nella morale. La sua ultima malattia lo ha visto costantemente circondato da parrocchiani. Sempre sereno, sorridente e con quella scherzosità che ha caratterizzato la sua vita donando al prossimo tanto buon umore».

L’ADDIO

Nel pomeriggio di ieri la salma di don Raimondo è stata trasferita nella chiesa di Cavola, dove si anche questa sera sarà recitato il rosario alle ore 20.30. Il funerale sarà celebrato domenica 9 febbraio alle ore 14.30 nella palestra del “CavolaForum”, in via Santa Maria a Cavola di Toano, vista la previsione di una partecipazione molto massiccia. Presiederà la messa il vicario generale monsignor Alberto Nicelli. Il vescovo Massimo Camisasca, impegnato nella visita pastorale, celebrerà la messa di suffragio in una successiva occasione. Dopo le esequie la salma di don Zanelli verrà sepolta nel cimitero di Cavola. —

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