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Il primo italiano colpito da Coronavirus è un ricercatore 29enne di Luzzara

Elisa Pederzoli
Il primo italiano colpito da Coronavirus è un ricercatore 29enne di Luzzara

In quarantena dopo il rimpatrio da Wuhan, dove aveva conosciuto i genitori della fidanzata cinese: ora è ricoverato a Roma

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LUZZARA. È un giovane di Luzzara il primo italiano a essere stato contagiato dal Coronavirus: un 29enne, figlio di un noto professionista della Bassa, che da molti anni ha lasciato il paese per motivi di studio e per trasferirsi all’estero, quindi negli Stati Uniti, dove risiede ora.

È uno degli italiani rientrati da Wuhan con un volo militare e che era stato trattenuto in quarantena alla Cecchignola, la cittadella militare romana. A Wuhan era arrivato per una vacanza, assieme alla fidanzata di nazionalità cinese, per conoscere la sua famiglia. Come tanti turisti, era lì per partecipare ai festeggiamenti del Capodanno nel Paese del Dragone. Poi la notizia della pandemia, la decisione di rimanere chiusi in casa per precauzione e dunque l’impossibilità di proseguire il viaggio, che avrebbe dovuto portare la coppia in Thailandia.

Quindi le procedure per essere rimpatriato assieme agli altri connazionali che si trovavano nella regione maggiormente colpita dal virus.

A Luzzara c’è un alto muro di riservatezza attorno alla famiglia del giovane (e, in ossequio alla deontologia professionale sulla tutela del ragazzo, non ne riveleremo l’identità). Il padre, contattato dalla Gazzetta, in un messaggio dichiara solamente: «Insieme a mio figlio abbiamo deciso di non rilasciare dichiarazioni. Mi dispiace».

Le notizie ufficiali che arrivano sono quelle rilasciate dall’ospedale Spallanzani di Roma, che ha in cura il ragazzo così come la coppia di cittadini cinesi che era stata ricoverata nei giorni scorsi, dopo che l’uomo si era sentito male e le analisi avevano confermato che, purtroppo, si trattava proprio di Coronavirus.

Il primo pensiero per tutti è proprio quello relativo alle condizioni di salute del 29enne. «L’uomo – spiegano i medici in un bollettino rilasciato a metà giornata, ieri – è in buone condizioni generali». Anche se «presenta lieve febbricola e lieve iperemia congiuntivale».

L’importante, per i sanitari, è che «il quadro clinico e quello radiologico polmonare sono negativi», il che riduce quasi a zero, spiegano gli esperti, la possibilità che possa aver contagiato i suoi compagni di quarantena. Il giovane è sottoposto a terapia antivirale.

Quello che emerge è che in un primo momento il 29enne risultava non essere stato contagiato. L’allerta è scattata dopo le analisi che erano state condotte sui tamponi effettuati al gruppo di italiani in osservazione: era in stanza da solo, è stato trasferito ed è stato posto in isolamento per ulteriori accertamenti.

La prima diretta conseguenza dell’accertamento della sua positività al Coronavirus riguarda soprattutto i compagni di quarantena, che ora saranno trattenuti per un ulteriore periodo in isolamento al fine di scongiurare che siano stati a loro volta contagiati.

Intanto, il giovane di Luzzara ha ricevuto la telefonata del ministro della Salute, Roberto Speranza, che gli esprime vicinanza e sostegno. Mentre, tramite internet e telefono, resta in costante contattato con la famiglia ancora a Luzzara. —


 

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