Gazzetta di Reggio

Reggio

castellarano 

«Minacciato e rapinato» ma è una bugia e confessa: barista viene denunciato

«Minacciato e rapinato» ma è una bugia e confessa: barista viene denunciato

Il titolare di una birreria prima racconta dell’aggressione avvenuta sotto la minaccia di una pistola, ma poi ritratta messo alle strette dalla polizia

2 MINUTI DI LETTURA





CASTELLARANO. «Sono stato malmenato, minacciato e rapinato». Salvo essersi in realtà inventato tutto di quella nottata da incubo, che aveva riportato nei dettagli ai poliziotti attivati dall’ospedale dove si era recato per farsi medicare alcune ferite. Alla fine, quindi, ha ritrattato la sua versione, rimediando così una denuncia per simulazione di reato. . La vicenda parte dal racconto dell’uomo, giudicato inverosimile. Secondo quanto riportato alla polizia, due uomini avrebbero atteso che la vittima sbrigasse le operazioni di chiusura del suo locale per entrare in azione. Poi, ha raccontato ancora, gli hanno teso un agguato puntandogli contro una pistola e portandogli via l’incasso. Una rapina che si era consumata nella notte fra giovedì e ieri ai danni dell’uomo di Castellarano, titolare di una birreria nel Modenese. I banditi, con il volto coperto da una sciarpa, lo avrebbero atteso mentre chiudeva il locale per avvicinarlo, imporgli di rientrare in birreria per poi scappare portando via il denaro.

Prima lo avrebbe avvicinato un malvivente, con il quale il barista ha detto di aver avuto una colluttazione, dopo la quale si è dovuto far medicare all’ospedale. Poi, nel pub, sarebbe entrato il secondo aggressore, armato di una pistola. I due sarebbero scappati con un incasso di circa 460 euro, secondo i dettagli forniti dall’esercente, che ieri sembrava ancora sotto choc. «Stavo procedendo alle operazioni di chiusura del locale, erano circa le 2.30 della notte fra giovedì e venerdì – aveva raccontato –. Improvvisamente ho sentito il rumore di un motorino e dei passi. È arrivato un bandito che mi ha preso per il cappuccio della giacca, da dietro. Parlava con un accento del Sud, mi ha spintonato costringendomi a rientrare dentro il locale, dicendo che dovevo dargli i soldi. Io come reazione gli ho dato un pugno in faccia, facendomi male alla mano», ha aggiunto mostrando la fasciatura alla mano sinistra. «Poi è stato il turno del secondo, entrato successivamente. Impugnava una pistola e me l’ha puntata contro. Anche lui mi ha chiesto di dargli i soldi. Erano entrambi a volto coperto, indossavano una sciarpa che li oscurava fino a sotto gli occhi. Una scena inquietante, sono ancora sconvolto». Di fronte all’arma, il barista avrebbe consegnato subito l’incasso che teneva nella tasca della giacca ai malviventi, poi scappati fuori.

Poi, ieri sera, la svolta. Dopo aver sporto denuncia, l’uomo è stato convocato in commissariato per gli accertamenti immediatamente disposti tramite il sistema di videosorveglianza, che hanno evidenziato una incongruenza fra quanto raccontato dall’uomo e quanto registrato. Sentito nuovamente sui fatti, il barista ha ammesso di aver simulato il reato per ragioni non del tutto chiare nemmeno a lui stesso. Pertanto è stato denunciato per la simulazione della rapina.—

© RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google