Morte nel rogo al mercato La pena inflitta a Mango sarà ridiscussa in Appello
La decisione di far regredire il procedimento è stata presa ieri a Roma dalla Cassazione La difesa: «Vanno concesse le attenuanti generiche»
A poco più di un mese dal settimo anniversario della strage al mercato di Guastalla, è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri una svolta giudiziaria non indifferente in Cassazione.
La Suprema Corte ha annullato parzialmente la sentenza di appello nei confronti del 61enne Francesco Mango, titolare della rosticceria ambulante esplosa al mercato di Guastalla il 9 marzo del 2013.
In quella tragedia l’ambulante aveva perso la figlia 27enne Rossana, la moglie 49enne Teresa Montagna e la cognata 43enne Bianca Maria Montagna.
I giudici di Cassazione confermano le responsabilità di Mango per quanto accaduto, ma ritengono che la pena inflittagli (otto anni di reclusione) sia da ridefinire, quindi su questo preciso punto si tornerà in Corte d’appello a Bologna.
Una decisione che giunge dopo circa un’ora e mezza di udienza in cui l’accusa ha chiesto la conferma della condanna di secondo grado, mentre la difesa (cioè gli avvocati Nicola Tria e Amerigo Ghiradi) hanno aggredito i capi d’imputazione (Mango è ritenuto responsabile di omicidio colposo plurimo, incendio colposo e lesioni gravi nei confronti di 9 dei 19 feriti che l’hanno denunciato) ma anche la perizia della Procura, infine l’entità della pena ritenendo illogica la non concessione delle attenuanti generiche. E proprio quest’ultima tesi difensiva deve aver fatto breccia nel convincimento della Corte Suprema.
«Sono soddisfatto – dice l’avvocato difensore Tria, raggiunto telefonicamente a Roma dalla Gazzetta – perché è ingiusto il trattamento sanzionatorio deciso in Appello e l’annullamento parziale significa ridiscutere questo tema giuridico che ha un peso non indifferente».
E se effettivamente verranno concesse nel nuovo appello le attenuanti generiche a Mango, la pena verrebbe quasi dimezzata. Ovviamente è presto per dirlo, ma questo sarà il terreno su cui si scontreranno ulteriormente accusa e difesa in Corte d’appello a Bologna.
Essendo rimasta inalterata la responsabilità penale dell’imputato, non dovrebbe cambiare nulla per le parti civili, cioè una provvisionale di 60mila euro per ciascuno dei tre congiunti prossimi delle tre vittime (tutelati dall’avvocato Chiara Carletti, ieri presente in aula) e 5.000 euro a ciascuna delle sei persone rimaste ferite nell’esplosione. —
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