Gazzetta di Reggio

Reggio

gli italiani alla cecchignola 

Prolungata la quarantena «Poi però non discriminateci»

Serena Arbizzi

Per i tecnici ceramici  in isolamento è stato deciso che resteranno alcuni giorni in più dopo il caso del giovane di Luzzara che era con loro

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«Non discriminateci quando finiremo la quarantena e usciremo dalla Cecchignola. Vediamo quanto sta succedendo ai cinesi, ma, lo ripetiamo, non isolateci. Con tutte le visite alle quali siamo sottoposti siamo, quantomeno, controllatissimi. Quindi non considerateci come appestati».

Michel Talignani, 45 anni, di Castelnuovo Rangone, uno dei cinque tecnici modenesi tra cui un reggiano portati alla Cecchignola da Wuhan dopo l’allarme Coronavirus, non perde il proverbiale ottimismo. Lui e la moglie Valeria Corni sono come Penelope e Ulisse: lei sa che il marito rientrerà a casa, ma sulla data non ci sono più le certezze dell’inizio.

Questo soprattutto dopo la comunicazione ufficiale di ieri: Michel dovrà, come tutti gli altri nel complesso militare di Roma, ricominciare da capo la quarantena dopo che il 29enne di Luzzara, portato dalla Cecchignola allo Spallanzani, è risultato positivo al Coronavirus. «La fine, quindi, non sarà più il 16 febbraio, bensì il 20. E noi lo abbiamo imparato prima dai mezzi di informazione che da comunicazioni ufficiali. Un particolare, se così possiamo definirlo, poco piacevole, tanto che lo abbiamo fatto presente e confidiamo non succeda più – prosegue Michel, mentre è in attesa della cena che viene ritirata e consumata singolarmente in camera – Dopo questa comunicazione cerchiamo di limitare ulteriormente i contatti con gli altri. E indossiamo sempre guanti e mascherina. Non pranziamo, né ceniamo o facciamo colazione insieme agli altri perché ci togliamo necessariamente la protezione. Si vociferava, poi, che mandassero altre persone qui in quarantena. Ci auguriamo che non sia vero, e pare che non lo sia, perché non ne usciremmo davvero più».

Ieri è stata una giornata particolarmente pesante per chi è alla Cecchignola. «Ci sono stati ripetuti incontri per comunicare le novità che ci riguardano – continua – Abbiamo ricevuto anche la visita del generale Battistini dell’ospedale militare di Roma che ci ha rassicurati sulla protezione da contagio. I medici, qui, non vedevano ragioni per aumentare i giorni di “permanenza”, ma il Ministero della Sanità ha deciso diversamente». «Isolateli davvero – aggiunge la moglie Valeria, rivolgendosi ai medici – Io mi aspettavo che le stanze e gli spazi fossero più blindati. Siamo sollevati dal fatto che il 29enne abbia riportato “soltanto” tre linee di alterazione e la congiuntivite. Di certo, quando usciranno saranno i più sani della nazione. E mi auguro non capiti come in certe scuole frequentate dai bambini ora alla Cecchignola, dove si respira aria di discriminazione in attesa del loro ritorno. Noi abitiamo in un paese piccolo e abbiamo paura di quanto potrà succedere. Quando uscirà e sarà tutto finito organizzaremo una festa». —



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