Catellani lascia due cani nell’ufficio del sindaco Il Comune lo denuncia
Il gesto del veterinario per gli animali confiscati in Liguria per il quale nessuno paga il mantenimento. Monica spiega il contenzioso in atto
CASTELNOVO SOTTO. Lo aveva promesso – via social – e lo ha fatto. Ieri mattina il veterinario Marco Catellani, direttore sanitario del canile privato Madonna delle Guadalupe, ha portando un dogo argentino – uno di quelli che una sentenza del tribunale di Imperia, dopo il sequestro in un allevamento di Perinaldo, ha deciso che a occuparsene debba essere il Comune nel quale si trovano al momento del pronunciamento, quindi Castelnovo Sotto – e lo ha lasciato fuori dall’ufficio del sindaco Francesco Monica, legandolo al pianerottolo attorno a una ringhiera. Così come ha portato in municipio un altro esemplare dello stesso gruppo di cani.
Una iniziativa che Catellani giustifica in quanto determinata dal fatto che il Comune non sta pagando per il mantenimento e le cure degli animali. Il Comune, come primo atto, ha preso i cani e li ha affidati al canile convenzionato “La quiete”. Sul posto sono arrivati polizia locale e carabinieri, che hanno preso i dati del veterinario e di chi lo accompagnava. «Visto questo comportamento, e considerata la pericolosità degli animali, abbandonati in municipio, luogo aperto al pubblico, il veterinario Catellani sarà denunciato per abbandono di animali», chiarisce il municipio in una nota.
Monica definisce «ennesima provocazione» quella di Catellani, «che non fa altro che peggiorare la situazione della proprietà dei dogo argentini, già di per sé complicata, nella quale comunque il Comune di Castelnovo Sotto è totalmente estraneo e sulla quale si sta adoperando per arrivare a una soluzione».«Da tempo ci stiamo muovendo in tutte le sedi per arrivare a capo di una situazione che definirei paradossale. Detto questo siamo stanchi di ricevere attacchi gratuiti dal veterinario Catellani, che ci accusa di “silenzi omissivi”. La strumentalizzazione che sta portando avanti sul caso è inaccettabile – va avanti Monica –. Pur non ritenendoci competenti a intervenire, non essendo animali randagi e non essendo stati sequestrati sul nostro territorio, nelle settimane scorse ci siamo mossi in quanto due dogo versavano in condizioni di salute precarie e necessitavano di cure importanti. Ecco quindi che li abbiamo trasferiti dal canile privato alla “Quiete”, struttura convenzionata con il Comune». L’amministrazione ha anticipato le spese sanitarie e il sindaco ha agito nella sua veste di principale autorità sanitaria. L’amministrazione si rivarrà quindi delle spese sostenute sul Comune di Perinaldo, con il quale è in corso un dialogo per trovare una soluzione condivisa che finalmente ponga fine ad una situazione certamente complessa. Il Comune chiarisce che il giudice del tribunale di Imperia, con una comunicazione dell’8 ottobre 2019, ha precisato che «per quanto riguarda il periodo successivo al sequestro il giudice non può interloquire sulla competenza dell’ente a provvedere». Dunque, «non sussiste, quindi, in alcun provvedimento del Tribunale di Imperia alcuna disposizione coercitiva per cui il Comune di Castelnovo debba farsi carico del mantenimento degli animali, dopo la loro confisca», conclude Monica. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google