Cochi e Renato i primi ospiti
Furono loro a inventare negli anni Settanta "La stanza è spoglia"
REGGIO EMILIA. Il teatro Ariosto ha riservato ai tanti partecipanti a questi Stati generali della cultura una sorpresa: bestie impagliate provenienti dai Musei Civici. Richiesta di spiegazioni, l’assessore Rabitti ha detto che il teatro Ariosto le sembrava spoglio (pur essendo esso affrescato) per ospitare un evento del genere, e che quindi aveva fatto prelevare dai musei civici alcuni esemplari della collezione di bestie impagliate per collocarle nel luogo dove solitamente vanno in scena le commedie.
Non senza una punta di nostalgia, l’aggettivo “spoglio” ha fatto venire in mente un momento di gloriosa televisione (e quindi di cultura) che l’assessore Rabitti non può avere conosciuto per semplici ragioni anagrafiche. Nella prima metà degli anni Settanta, Cochi e Renato insieme a Enzo Jannacci fecero rovesciare l’Italia con le loro battute surreali, prima con il programma cult “Il Poeta e il Contadino” e poi a “Canzonissima”. Divenne materia di conversazione quotidiana lo sketch ambientato in una improbabile Valtrompio (’a che qui siamo su a milletreeee...) in cui il contadino Renato veniva derubato dal ricco Cochi di un qualsiasi oggetto insignificante, per poi dire guardando il muro della baita: «La stanza è spoglia».
Visto che l’assessore ha detto anche di voler invitare attori e altri artisti a fermarsi per conoscere Reggio, forse varrebbe la pena di chiamare per primi Cochi e Renato, per ripetere la famosa battuta. —
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