Il sisma ha amplificato i problemi Ecco come avverrà il recupero
Il progetto per i lavori di restauro del Santuario della Beata Vergine della Porta, luogo sacro molto caro ai guastallesi, è stato redatto dagli architetti Giorgio Gabrielli e Lorenzo Sodano oltre all’ingegnere Alberto Mani. Prima dell’illustrazione dei lavori da parte dell’architetto Angelo Dallasta, direttore dell’Ufficio diocesano dei beni culturali, sono state proiettate, a cura del fotografo Fausto Franzosi, membro del comitato per la raccolta fondi, alcune diapositive del seicentesco santuario tra stucchi e decorazioni sullo sfondo di una rara esibizione in latino della cantante Mina nel brano “Magnificat”, tratto dall’album “Dalla Terra” del 2000.
«Gli eventi sismici del 2012 hanno danneggiato il santuario nelle strutture in cemento della copertura voltata e nelle pareti portanti della navata principale con lesioni passanti lo spessore delle murature e fessurazioni diffuse – ha spiegato Dallasta –. Il ricco apparato decorativo in stucchi che caratterizza il luogo di culto è tuttavia soggetto da tempo a fenomeni di degrado con distacco di sensibili porzioni di decorazioni». In effetti già nel 2010-2011 si erano verificati distacchi di alcune parti decorative poi raccolte e catalogate in attesa del loro ripristino. Il terremoto non ha fatto altro che peggiorare la già precaria situazione e per questo, il santuario, è stato chiuso. «Il progetto prevede innanzitutto il consolidamento strutturale del santuario, delle sue strutture verticali, delle volte, della cupola e della copertura – ha continuato Dallasta –. Di conseguenza si interverrà anche sulle finiture degli interni attraverso: la pulitura superficiale degli apparati decorativi della chiesa, la demolozione degli intonaci in cemento per l’altezza di circa un metro dal pavimento quando siano interessati da umidità di risalita o presentino caratteristiche di sfarinamento superficiale non più in grado di garantire la tenuta dello stato pittorico, il ristabilimento dell’adesione tra i diversi strati d’intonaco mediante iniezione di malta idraulica, l’integrazione di parti mancanti degli stucchi al fine di ripristinare tutte le decorazioni che abbiano subito distacchi, la stuccatura delle fessurazioni, la velatura o integrazione ad acquerello delle parti cadute, la tinteggiatura a calce di superfici e conseguenti interventi di reintegro pittorico». «In corrispondenza di cornici o stucchi policromi o dorati – ha detto ancora ancora l’architetto – si prevede il consolidamento mediante iniezione di adesivi ed eventuali inserimenti di perni. Il fissaggio e il consolidamento di parti di stucchi che risultano staccate dalla muratura avverrà mediante iniezione di emulsioni consolidanti. Per quanto concerne il riassetto funzionale del Santuario, esso avverrà tramite il restauro e la manutenzione degli altari, delle statue e dei paliotti; il restauro e la manutenzione degli infissi interni ed esterni in legno col rifacimento completo delle vetrate; la revisione totale dell'impianto elettrico e del sistema di illuminazione in modo da permettere la piena lettura dell'apparato architettonico e decorativo del Santuario; il recupero della pavimentazione in marmette di graniglia integrata da elementi con fattezze e caratteristiche uguali a quelle esistenti; il trattamento superficiale di tutta la pavimentazione in mermette di graniglie e spaccato di marmi prevedendone la arrotatura, la levigatura e la lucidatura». «Un tema che occorre affrontare – ha concluso – riguarda il sistema di riscaldamento del santuario della cappella feriale. Le scelte verranno effettuate in corso d’opera, valutandone l’impatto e la sostenibilità». M.P.
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