Gazzetta di Reggio

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l’incontro 

In cinquecento a teatro per pensare al futuro della cultura a Reggio

Martina Riccò
In cinquecento a teatro per pensare al futuro della cultura a Reggio

Pioggia di richieste per partecipare ai tavoli di confronto Dalla Cavallerizza ci si sposta al più capiente Ariosto

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Il Comune chiama, la città risponde. Anche perché sul tavolo – o meglio, sui tavoli – c’è il futuro della cultura a Reggio Emilia.

Sono arrivati in 500 ieri mattina per partecipare al dibattito aperto dal sindaco Luca Vecchi, dall’assessore Annalisa Rabitti (che ha le deleghe alla cultura, marketing territoriale, pari opportunità e città senza barriere) e Valeria Montanari, assessore a città collaborativa, partecipazione e cura dei quartieri.

Così tanti che il Teatro Cavallerizza, inizialmente indicato come luogo di ritrovo, è stato sostituito dal più capiente Teatro Ariosto.

In platea e sulle gallerie volti noti del mondo culturale reggiano, un centinaio di cittadini già coinvolti nel percorso partecipativo sui quartieri e qualche decina di giovani. Sul palco, a fare da sfondo alle parole pronunciate in avvio dei lavori, gli animali imbalsamati dei Musei Civici: «Abbiamo pensato di portarli qui per riempire il palcoscenico che era spoglio – spiega divertita Annalisa Rabitti – anche perché, e se siete qui lo sapete, la cultura non deve stare al suo posto».

L’INCONTRO

Il “la” arriva dal sindaco: «Il nostro compito non è solo quello di discutere di eventi, ma capire quale contributo la cultura possa dare alla città in questo preciso momento storico, che non è semplice. Noi vogliamo contrapporre la cultura, la nostra idea di cultura, all’odio, alle solitudini, alla frantumazione della comunità. E, nel farlo, vogliamo diventare modello per l’Italia e per l’Europa. Ecco perché il 6 aprile, proprio su questo palco, daremo la cittadinanza onoraria a Liliana Segre».

Annalisa Rabitti sviscera quindi i temi che i partecipanti sono chiamati ad affrontare: le parole della cultura; i luoghi della cultura; il marketing territoriale; la cultura e i quartieri; la cultura dei diritti e della sostenibilità. «Dopo aver discusso del futuro della cultura con gli altri operatori culturali presenti in città – spiega l’assessore – abbiamo capito di voler puntare su una cultura inclusiva e accessibile: vogliamo che Reggio possa essere raggiunta da tutti, anche disabili, bambini e anziani, che si caratterizzi per questo. Perché la bellezza è un diritto di tutti». Bisognerà poi lavorare per attrarre turisti («O meglio viaggiatori – come sottolinea la Rabitti – curiosi di fare esperienze, anche insolite»). Come? «Cercando di generare un’offerta di turismo di comunità e sostenibile, e valorizzando le nostre eccellenze e bellezze, in grado di richiamare viaggiatori appassionati di storia, ambiente, arte e anche di sport». Senza dimenticare i bambini: «Siamo la città di Reggio Children e del Reggio Approach, i nostri laboratori sono un fiore all’occhiello: possiamo puntare anche a un turismo scolastico».

Ora la parola passa ai cittadini: dopo l’incontro di ieri, ogni gruppo si troverà altre tre volte entro l’estate. L’appuntamento con la città è fissato in settembre, quando verranno comunicate le proposte elaborate da ogni tavolo. —



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