Reggio Emilia, si sposano in Comune ma divorziano secondo le leggi del Marocco
Caso pilota a in tribunale, verificata la compatibilità delle norme del paese nordafricano. Il giudice ha potuto saltare la fase della separazione
REGGIO EMILIA. Arrivati in Italia dal Marocco, sposati regolarmente in Comune a Reggio Emilia ma separati secondo le leggi del divorzio marocchino. È la particolare vicenda, un caso quasi unico in tutto il Paese e prima volta nella nostra città, avvenuta nel tribunale di via Paterlini che ha deciso di applicare le norme del Regno del Marocco e del suo codice di famiglia detto “Moudawana” del 2004.
A rappresentare gli ormai ex marito e moglie l’avvocato Zineb Tnatni del Foro reggiano: «I miei assisti hanno ottenuto in meno di due mesi e mezzo una pronuncia di divorzio diretto con sentenza emessa dal tribunale e pubblicata il 31 gennaio senza passare attraverso la separazione prevista, invece, dal diritto italiano. Un divorzio molto semplificato».
Nello specifico il caso riguarda una coppia originaria del Marocco (lei ha anche la cittadinanza italiana), residente in Italia e intenzionata, dopo essersi sposata in Sala del Tricolore, a porre fine consensualmente al matrimonio. «Per discutere la questione – prosegue l’avvocato – si erano affidati a me. Ho prospettato loro le diverse possibilità» e alla fine hanno deciso di «beneficiare di quella dettata dal diritto internazionale privato in combinazione con quanto è previsto dal regolamento di riferimento dell’Unione Europea», ossia quello che permette ai coniugi di «scegliere di comune accordo la legge applicabile al divorzio e alla separazione personale» purché siano presenti un certo tipo di criteri.
Nel caso della coppia reggiana, questo criterio era la legge dello Stato di cui uno dei coniugi ha la cittadinanza al momento della conclusione dell’accordo (entrambi hanno la cittadinanza marocchina). A quel punto i coniugi hanno messo per iscritto la volontà di applicare la legge marocchina e hanno depositato il ricorso.
A quel punto, spiega ancora l’avvocato, il tribunale «ha preso atto della volontà di voler applicare la legge del regno del Marocco e ne ha verificato i presupposti e la non contrarietà all’ordine pubblico, ha tentato la conciliazione tra i coniugi come prevede il codice di famiglia del Marocco e ha verificato che le condizioni concordate dai coniugi non fossero in contraddizione con le disposizioni della Moudawana e che non fossero illegittime e non conformi all’interesse morale e materiale della prole».
Quindi ha accolto le richieste della coppia e ha emesso la sentenza di scioglimento del matrimonio per divorzio diretto. Non solo. Oltre a tutto questo, il giudice di Reggio Emilia ha tenuto conto anche di quanto dichiarato dai coniugi nell’atto di matrimonio, ossia la scelta della legge del Marocco anche per la gestione dei loro rapporti patrimoniali, stabilendo quindi l’applicazione del regime della separazione dei beni proprio come prevede la legge marocchina.
Ora questa sentenza, chiarisce l’avvocato, «verrà annotata presso il registro degli atti di matrimonio del Comune di Reggio Emilia, poiché il matrimonio a suo tempo è stato celebrato qui, e potrà essere trascritta eventualmente anche in Marocco. In sintesi, quindi, un divorzio pronunciato senza passare attraverso l’istituto della separazione previsto dalla legge italiana».
Tutto ciò, conclude Tnatni, «è stato possibile grazie alla mia conoscenza del diritto marocchino, poiché nel ricorso sono stati indicati in maniera puntuale tutti gli articoli del codice di famiglia del Marocco di nostro interesse, ovviamente del diritto italiano e del diritto internazionale privato e processuale da coordinarsi sempre con i numerosi regolamenti dell’Unione europea. Ma casi simili possono essere di certo analizzati anche in relazione a coppie miste e ad altri ordinamenti stranieri, non solo in relazione alla legge del Regno del Marocco».
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