Collegamenti fra stazioni e quartieri da rivitalizzare
L’attraversamento del centro rappresenta sempre una delle maggiori difficoltà Santa Croce (dove il muro è ancora in piedi) potrebbe trovare un rilancio
reggio emilia. In tutta Europa sono molte le città – soprattutto di medie dimensioni – che negli ultimi anni stanno puntando sulle linee tramviarie come possibile soluzione al traffico. I risultati parlano a favore di questa scelta, anche se il percorso per trasformare i progetti in realtà è lungo e complicato.
Una delle principali critiche che si pongono ai tram è l’impatto che i cantieri hanno sulle città, anche in termini di tempo; il disagio sulle strade non è poco. E comunque vada, le strade interessate al passaggio di un tram finiscono per vedere ridotto lo spazio per le auto.
Proprio questo è uno dei punti fondamentali del dibattito in corso in tutte le città che si stanno indirizzando verso una scelta del genere: il tram “deve” togliere spazio alle auto; se non lo togliesse non sarebbe efficace.
L’introduzione di una linea tramviaria come la Mancasale-Rivalta imporrebbe insomma un cambiamento, soprattutto culturale, nelle abitudini di buona parte dei reggiani, che considerano l’auto come il primo dei mezzi di trasporto da prendere in considerazione.
La disponibilità di un tram e la maggiore difficoltà nell’uso dell’auto privata finirebbero per rendere più conveniente la scelta del mezzo pubblico. Che non pone il problema del parcheggio, dei sensi unici e dei pilomat. E, a conti fatti, costa meno del mantenimento di una macchina.
Tutto questo però sta in piedi se il tram c’è ad ogni manciata di minuti, cioé se non ti devi preoccupare di correre alla fermata perché se lo perdi quello successivo passa dopo mezz’ora, quando va bene.
Ogni ipotesi di percorso del tram Mancasale-Rivalta prevede alcuni punti fissi e diverse incognite. Non avrebbe un grande senso una linea che colleghi la frazione alla Tav senza la fermata alla stazione storica di piazza Marconi. Per arrivarci, scendendo da Rivalta, occorrerebbe passare da viale Umberto I (e qui siamo nell’ovvio) e proseguire per corso Garibaldi, per poi trovare un varco che porti alla caserma Zucchi se non a piazza Vittoria, in modo da entrare direttamente nel centro storico. Poi alla vecchia stazione il nodo starebbe nel passare sotto i binari della ferrovia (o nello scavalcarli) arrivando alle Reggiane e quindi a Santa Croce, quartiere che potrebbe ritrovare vitalità dopo che un muro innalzato in viale Ramazzini ha finito per ammazzarne una porzione non indifferente. Da lì in avanti il raggiungimento della stazione di Calatrava (con un sottopasso già esistente) e della zona industriale di Mancasale (che ha strade larghissime) sarebbe molto più agevole.
È chiaro che la tramvia potrebbe essere una soluzione per i lavoratori che scendono in città dalla collina, a patto che a Rivalta alla fermata si trovi un parcheggio ampio e gratuito. E tanto potrebbe fare anche per chi viene dalla Bassa, purché a Mancasale ci sia il modo di lasciare l’auto. Magari non nel fango, come adesso alla Mediopadana. —
A.M.
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