Per ricordare le vittime dell’eccidio nazifascista tutti in corteo a Cadè
Nell’agguato di 75 anni fa persero la vita in ventuno L’assessore Montanari: «Importante rammentare che sono morti per la libertà»
REGGIO EMILIA. Un lungo corteo con i gonfaloni dei comuni e con le bandiere dell’Anpi ha sfilato ieri mattina per le strade di Cadè in occasione del 75° anniversario dell’eccidio nazifascista a Cadè e Gaida e della commemorazione di questi 21 martiri trucidati dai nazifascisti il 9 febbraio 1945.
Alla commemorazione sono intervenuti il presidente dell’Anpi di Parma Aldo Monteroni, figlio dei comandanti partigiani Mirca Polizzi e Pio Montermini, che ha denunciato le sempre più frequenti manifestazioni «di intolleranza, squadrismo e provocazione fascista», non ultime le stelle di David a “marchiare” le case delle famiglie dei sopravvissuti ai campi di sterminio.
«Ecco perché le iniziative come questa sono così importanti – queste le parole dell’assessore Montanari – per ricordarci che la libertà non è piovuta dal cielo, ma è costata la vita ai tanti martiri del nostro Paese». Presenti anche i comuni di Parma, Langhirano, Albinea, Neviano degli Arduini, che hanno avuto numerosi concittadini tra i 21 assassinati a Cadè. Toccante la testimonianza del vice sindaco di Neviano, Raffaella De Vincenzi, che ha ricordato Silvio Monica, di soli 16 anni, fucilato a Cadè. Durante i funerali solenni, dopo la Liberazione, quando poté essere recuperato il corpo orrendamente brutalizzato dagli assassini nazifascisti, una colomba si posò sulla sua bara e visse 16 anni, proprio come gli anni di Silvio, morendo il 9 febbraio. Il corpo bandistico Città del Tricolore ha accompagnato la manifestazione con le canzoni partigiane. —
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