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la nuova moda 

Salti atletici e acrobazie In via Makallè si fa parkour

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reggio emilia. A un occhio inesperto potrebbero sembrare dei ragazzi, atletici e muscolosi, che si divertono a saltare qualche ostacolo in giro per la città. Ma, in realtà, si tratta di una pratica sportiva che negli ultimi anni sta spopolando sempre più, soprattutto fra adolescenti e ventenni: il parkour.

Ed è proprio questo sport che stavano praticando ieri, approfittando di una domenica di sole, una decina di ragazzi tra via Makallè e il parcheggio retrostante piazza Papa Giovanni Paolo II. Salti da una staccionata in ferro all’altra, da un gradino all’altro, non senza qualche rischio considerando il passare delle auto nella strada sotto di loro. Ma il parkour è, per sua stessa natura, rischio.

Nata in Francia agli inizi degli anni ’90, questa pratica consiste nell’eseguire un percorso superando qualsiasi genere di ostacolo con la maggior efficienza, velocità e semplicità di movimento possibile, adattando il proprio corpo all’ambiente circostante attraverso corsa, salti, equilibrio, scalate o arrampicate. Ambiente che quasi sempre consiste in strade, tetti di palazzi, scale della metro o staccionate. Il parkour è arrivato in Italia attorno al 2005, sviluppandosi molto grazie al web e ai video che ritraggono volteggi e acrobazie degni di uno stuntman fra un palazzo e l’altro. Da allora è stato un continuo crescere, tanto che nel consiglio nazionale del 19 dicembre 2017 il Coni ha riconosciuto il parkour come disciplina ufficiale, aggiungendolo all’elenco delle discipline sportive. —

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