Scivola dal sentiero e muore a 49 anni
Stefano Bonazzi partecipava a un’escursione di alpinismo sul Monte Cipolla quando è precipitato per circa 200 metri
È scivolato dal sentiero mentre, con il suo gruppo di alpinismo, stava scendendo dal Monte Cipolla. Una caduta improvvisa, inspiegabile che lo ha visto precipitare per centinaia di metri fino a che si è fermato, più a valle, sul sentiero 633, che collega il Rifugio Battisti al Bargetana. Per Stefano Bonazzi, 49enne di Campegine, padre di tre figli, purtroppo non c’è stato niente da fare. È morto praticamente sul colpo.
L’INCIDENTE
È la tragedia che si è consumata ieri verso le 13.40. A quell’ora il gruppo del Cai Cani Sciolti di Cavriago – partito da Cavriago alle 6.30, formato da dieci persone – stava già scendendo dal Monte Cipolla, vetta nei pressi del Cusna che si trova a 1.900 metri. Bonazzi era in coda. C’è solo un testimone – che non fa parte della comitiva ma è un escursionista in solitaria che era con il suo cane – che vede il 49enne precipitare. Per l’uomo è una discesa nefasta, lunga almeno 200 metri, che lo vede urtare ripetutamente i massi che spuntano dalla parete della montagna, senza neve in questo periodo, se non per un breve tratto che però la comitiva aveva già superato.
Sono attimi di terrore per i compagni di escursione. Non riescono a raggiungere l’amico e lo chiamano, ma dal fondo non arriva alcuna risposta. Immediatamente, cercano di lanciare l’allarme per chiedere l’intervento dei soccorsi. Uno di loro, che non ha perso la copertura telefonica in un punto in cui non tutti gli operatori la garantiscono, riesce a chiamare e ad attivarli. La geolocalizzazione è precisa perché uno del gruppo ha utilizzato l’App Georesq che invia alla centrale operativa dello stesso servizio le coordinate sulla posizione. Ad attivarsi è la stazione del Soccorso alpino e speleologico stazione Monte Cusna, che provvede a inviare sul posto il personale.
I SOCCORSI
Intanto, viene fatto alzare in volo l’elisoccorso di Pavullo. Un volta sul posto, la quadra viene sbarcata con il verricello in prossimità della zona in cui il 49enne è finito dopo la caduta. Ma il medico, l’infermiere e il tecnico del Soccorso alpino, quando raggiungono Bonazzi, non possono fare altro che constatare il decesso dell’uomo. Per lui purtroppo non c’è stato niente da fare. Quando è il momento, però, di attivarsi per il recupero del corpo senza vita del 49enne, il meteo è cambiato: sul posto sono calate nebbia e nuvole basse. Per il velivolo che intanto è atterrato al campo sportivo di Ligonchio non è più possibile decollare. Quello che resta da fare è attivarsi per un recupero a piedi della vittima.
Dopo aver ricevuto l’autorizzazione da parte del magistrato di turno e aver posizionato il corpo nella barella portantina, la squadra si muove. In supporto ci sono anche i vigili del fuoco, che si sono attivati con la squadra del distaccamento di Castelnovo Monti e quattro uomini del Saf arrivati da Reggio e da Guastalla.
Ci vogliono alcune ore per raggiungere il Rifugio Bargetana, dove la salma viene caricata su di un mezzo dei vigili del fuoco e trasferita all’ospedale di Castelnovo Monti in attesa di allertare la famiglia. Per gli accertamenti del caso, ci sono i carabinieri della stazione di Ligonchio. —
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