Accusati di aver colpito il barista con una mazza
SCANDIANO. Sono finiti a processo in due con un’accusa grave: quella di aver colpito con una mazza da hockey un barista al culmine di un litigio.
È di questa vicenda che in udienza ieri mattina davanti al giudice Stefano Catellani si è discusso. A testimoniare uno dei due imputati: Annes Moufid, che all’epoca dei fatti – era il 2014 – abitava nel distretto ceramico, mentre ora si è trasferito nel Regno Unito. Ha raccontato la sua versione dei fatti. Ovvero, che quel giorno c’era stato un diverbio con il barista, che lo aveva schiaffeggiato. Le ragioni della tensione l’hanno raccontata al giudice anche altri due testi, amici dell’imputato: il barista non gradiva la presenza del giovane, perché straniero. Il quale, però, avrebbe reagito al quel gesto andando a casa a prendere la sua mazza da hockey. Ma nega di aver colpito con quella il barista, che aveva riportato la frattura del setto nasale, ma di avergli dato invece solo un pugno. Imputato è anche il giovane zio del ragazzo, che è accusato degli stessi reati – porto abusivo per quella mazza e lesioni aggravate dall’utilizzo della mazza stessa – ma la difesa rappresentata dall’avvocato del Foro di Modena, Edoardo Salsi – invece sostiene anzi che il parente fosse lì per cercare di impedire al nipote di far qualche pazzia.
A conforto della tesi della difesa, inoltre, ci sarebbe anche una denuncia che il marocchino aveva fatto contro il barista, per essere stato a sua volta colpito. Quelle querele, però, entrambe le parti le hanno ritirate da tempo. Ma l’aggravante sta facendo comunque andare avanti il processo, nel quale per altro il barista non si è costituito parte civile.
Il processo non è finito. La discussione è fissata per la prossima udienza, fissata per il 24 aprile. —
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