L’assistente familiare: «Sempre pronti ad aiutare gli altri»
REGGIO EMILIA. «Ho lavorato con loro per dieci anni, dapprima come colf e poi come assistente familiare. Erano persone meravigliose». Con queste parole, miste a una struggente commozione, Lorena Caroli, 55 anni, abitante a Villa Cadè in via Giordano Bruno, commenta gli anni trascorsi assieme alla famiglia Gallingani.
Lorena continua: «Già la nostra prima conoscenza è stata stupenda. Loro in tanti anni mi hanno trattato come una figlia, e mi chiamavano tata Lorena. Sergio Gallingani è morto di malattia: è stato lucidissimo fino alla fine. Poi io ho continuato a rimanere in famiglia per assistere la moglie Livia, che si è lasciata andare».
«Abitavano in un attico sulla via Emilia pieno di fiori – continua Lorena –. Lei aveva problemi polmonari e alla fine è stata colpita da un ictus cerebrale».
«Sergio Gallingani – ricorda Lorena – fondò una fabbrica di congelatori che aveva sede nella zona di Pratissolo di Scandiano: si chiamava Plastigal, e aveva come stemma l'immagine di un gallo».
Gallingani era benvoluto dai suoi dipendenti perché aiutava tutti ed era sempre al loro fianco: ad alcuni operai, in caso di bisogno, aveva prestato anche dei soldi che sono stati sempre restituiti. «Era una persona di cuore, sempre pronto a dare una mano a chi aveva bisogno», conclude l’ex assistente familiare dei due coniugi.
Poi, a 60 anni, Sergio Gallingani decise di ritirarsi dal lavoro e cedette la fabbrica di Pratissolo. In occasione di un loro anniversario, regalarono un’ambulanza alla Croce Rossa e crearono le premesse per la costituzione di una Fondazione onlus, che proprio in questi giorni ha concluso le pratiche amministrative con la Regione per potere iniziare la sua attività. —
Sab
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